“La Russia ha lentamente ucciso l’accordo sul grano da un’estensione all’altra”. Va dritto al punto il Ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, che come riportato da Rbc Ukraine su Telegram, teme un nuovo ricatto da parte di Putin.

Dopo che il ministero  russo aveva fatto sapere che “le capitali occidentali dovrebbero pensare a ritirare le sanzioni sui fertilizzanti russi se apprezzano davvero l’accordo raggiunto”, e che “la Russia sarà “pronta a prendere in considerazione il ripristino dell’accordo”, ha commentato così il possibile scenario e il comportamento degli avversari: “Usano la fame per intimidire il mondo intero, senza la proroga dell’accordo sul grano ucraino i prezzi in tutto il mondo si alzeranno di nuovo”.

Il Ministro ha ricordato come l’anno scorso, quando è stata attuata l’iniziativa sui cereali del Mar Nero, “i prezzi alimentari globali siano scesi del 20%” e che “la mancata proroga porterà ad un aumento dei prezzi in tutto il mondo”.

La mossa di Zelensky

Intanto, Volodymyr Zelensky è già alla ricerca di soluzioni: “Nonostante l’annuncio del Cremlino, l’Ucraina è pronta a portare avanti l’accordo sul grano – ha dichiarato il presidente ucraino in un’intervista ai giornalisti africani citata su Facebook dal suo addetto stampa, Sergey Nikiforov. C’erano due accordi: uno tra Ucraina, Turchia e Onu e l’altro tra Russia, Turchia e Onu, quindi quando la Russia dice che lo sta fermando, rompe i suoi accordi con il segretario generale delle Nazioni Unite Guterres e con il presidente Erdogan”.

Zelensky ha annunciato di aver dato l’ordine di inviare comunicazioni ufficiali all’Onu e alla Turchia per sondare la loro disponibilità a collaborare anche senza la Federazione Russa. “È necessario fare di tutto per sfruttare il corridoio del Mar Nero Se l’Ucraina fa salpare le navi e la Turchia le lascia passare, le forniture di grano non mancheranno”.

Tajani: “Al lavoro per soluzioni alternative”

Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha affidato ad un tweet il suo pensiero, dichiarandosi preoccupato per la carenza di cibo in Africa e delineando una nuova strategia per un compromesso sulla materia prima: “Siamo molto preoccupati dal fatto che la Russia abbia chiuso l’accordo sul grano e siamo già al lavoro per delle soluzioni alternative. Affronteremo il tema il prossimo 24 luglio, nel vertice sulla sicurezza alimentare che abbiamo organizzato con le Nazioni Unite”.

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