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Rapina nella villa De Cecco, parla il ‘re’ della pasta: “Picchiato e minacciato con coltelli, così sono stati costretti alla fuga”

DiRed Viper News Manager

Gen 25, 2023

Quaranta minuti da incubo. È il tempo trascorso come ostaggi di un gruppo di cinque malviventi, probabilmente dell’Est Europa, da Saturnino De Cecco e dalla sua famiglia, la moglie Sheila D’Isidori e la figlia di soli 8 anni.

L’ex vicepresidente dell’omonima azienda della pasta, terza azienda al mondo produttrice con un fatturato nel 2021 di oltre 500 milioni di euro, lunedì sera poco dopo le 21 si è visto piombare nella villa familiare di Montesilvano (in provincia di Pescara) il commando.

Saturnino, moglie e figlia stavano rientrando in auto nella villa, appartata su una collina vista mare e dotata di un vasto parco, piscina ed eliporto, quando i ladri (tra cui una donna) hanno fatto irruzione. Il gruppo ha chiuso moglie e figlia dell’imprenditore in cucina, lo hanno costretto ad aprire la cassaforte per poi impossessarsi di gioielli e orologi di pregio, persino di una pistola regolarmente detenuta da De Cecco.

L’imprenditore, che si è dimesso dall’azienda di famiglia all’inizio del 2020 pur rimanendo tra gli azionisti di riferimento della società, ha raccontato quei drammatici 40 minuti in una intervista al Messaggero. Rapina in casa che ovviamente è stata “un momento traumatico” perché “quando ti entrano in casa con violenza e ti sequestrano la famiglia è grave, bisogna mantenere la calma, seguire le indicazioni, essere il più accondiscendenti possibile, che è quello che poi ho fatto”.

De Cecco spiega che i quattro malviventi entrati nella villa lo hanno “picchiato per incutere timore, mentre mia moglie e mia figlia erano rinchiuse in cucina ed ero ignaro delle loro condizioni. Sono stato molto calmo e attento a evitare reazioni, per fortuna è andata bene, detto col senno di poi”.

L’ex vicepresidente del pastificio racconta di esser stato picchiato e minacciato con dei coltelli, ma non solo: “Ci hanno detto di avere la pistola e mi hanno fatto sentire che l’avevano”. Il problema è che il commando non credeva a De Cecco quando l’imprenditore ribadiva di non avere in casa ingenti somme di denaro: “Avevano già preso tutto quello che avevamo ma chiedevano altro. In queste situazioni i banditi pensano di trovare più di quello che tu gli hai dato, ma io ovviamente gli avevo dato qualsiasi cosa. Sono situazioni in cui si pensa soltanto a salvaguardare la famiglia. L’obiettivo più importante è portare a casa la pelle. Siamo stati fortunati. Era partita molto male, davvero molto male. Quando qualcosa non gli piaceva mi hanno menato”.

Una rapina durata 40 minuti e terminata grazie ad un colpo di fortuna. Un complice dei malviventi, il “palo” e quinto uomo rimasto all’esterno della villa come ‘copertura’ dei suoi complici, muovendosi ha azionato uno dei sensori perimetrali o forse ha urtato una telecamera, facendo così scattare l’allarme e costringendo il commando alla fuga su una Audi probabilmente rubata nei giorni precedenti il colpo.

L’articolo Rapina nella villa De Cecco, parla il ‘re’ della pasta: “Picchiato e minacciato con coltelli, così sono stati costretti alla fuga” proviene da Il Riformista.