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L’influenza stagionale è già arrivata, quali sono le differenze con il Covid: sintomi aggressivi e quanto dura

DiRed Viper News Manager

Nov 25, 2022

Migliaia di italiani sono a letto con la febbre alta, tosse e raffreddore. Il Covid è tornato a farsi sentire con prepotenza Sì, ma solo in parte. Sebbene i sintomi siano simili non è detto che si tratti di Covid: quest’anno l’ondata di influenza stagionale si è presentata con un mese di anticipo, diffondendo il contagio nel mese di novembre in una forma particolarmente aggressiva. Covid o influenza, è solo il tampone a poter dare una risposta certa.

A certificare l’arrivo anticipato dell’influenza stagionale è Antonello Maruotti, ordinario di Statistica dell’Università Lumsa e co-fondatore dello StatGroup19, gruppo di studi statistici sulla pandemia: “L’ondata influenzale è arrivata con un mese di anticipo. I numeri dell’ultimo report Influnet, relativo alla settimana 7-13 novembre, ci dicono che abbiamo oggi i contagi che normalmente si avrebbero a metà dicembre. Il dato preoccupante è l’alta incidenza nella fascia 0-4 anni, ma soprattutto nella fascia 5-14 anni, dove nell’ultima settimana c’è stato un aumento del 41% rispetto a quella precedente”, ha detto lo studioso intervistato da Repubblica.

La circolazione dei virus influenzali si sta intensificando anche per il concorso di altri virus respiratori e, ovviamente, anche del Covid, che non è affatto scomparso e anzi con l’arrivo dell’inverno si intensifica sempre di più, come era nelle previsioni. Praticamente “stiamo assistendo al ‘liberi tutti’ dei virus stagionali”, ha sintetizzato il virologo Fabrizio Pregliasco. In questo contesto è difficile identificare sintomi caratteristici di ogni tipo di influenza. “Colpite maggiormente le fasce di età pediatrica e in particolare i bambini al di sotto dei cinque anni di età in cui si osserva un aumento dell’incidenza pari a 19,6 casi per mille assistiti. Tutte le Regioni, tra quelle che hanno attivato la sorveglianza, hanno superato la soglia basale tranne Molise, Basilicata e Valle d’Aosta. In Lombardia e Umbria l’incidenza delle sindromi simil-influenzali ha raggiunto il livello di media entità”, continua Maruotti.

Quali sono i sintomi dell’influenza stagionale aggressiva

Tutte queste influenze si possono manifestare con mal di gola, raffreddore, catarro, tosse, febbre e forti dolori muscolari. Solo la perdita di gusto e olfatto resta una prerogativa esclusiva del Covid, ma che tuttavia è quasi scomparsa nelle ultime varianti. È questo il motivo per cui l’unico modo per distinguere il Covid dalle altre forme influenzali resta il tampone: sarà il risultato a stabilire se al contagiato sarà imposto l’isolamento. Tuttavia anche i contagiati con altre influenze restano bloccati a casa con i sintomi per almeno 5 giorni.

A specificare quali sono i sintomi di queste nuove forme influenzali invernali è il presidente della Società italiana di infettivologia pediatrica (Sitip) e pediatra infettivologo dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, Guido Castelli Gattinara: “Queste nuove forme influenzali invernali sono caratterizzate da tosse e catarro, perchè sia nel bambino che nell’adulto provocano una flogosi: un’infiammazione delle alte vie respiratorie che produce muco e quindi tosse. La tosse è l’infiammazione delle vie aeree, quindi una tosse secca è di solito il primo sintomo di queste sindromi influenzali”, ha detto il medico a Repubblica. “A questa tosse, soprattutto nell’infanzia, si accompagna la febbre che può essere più o meno alta. Nell’influenza vera, quella da virus influenzale, la temperatura è generalmente molto alta. Nelle forme da altri virus parainfluenzali, invece, la febbre può essere molto bassa”.

Come contrastare l’influenza stagionale

Per contrastare questa ondata Massimo Andreoni, primario di malattie infettive al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), ricorda l’importanza del vaccino anti influenzale: “L’anticipo dell’influenza non è una grande sorpresa – ha detto intervistato da Repubblica – Per il momento però è limitata a casi leggeri e alle fasce giovani. È chiaro che i più fragili e gli anziani devono vaccinarsi e ricordo che affinché l’immunizzazione funzioni devono passare due settimane. Quindi, per le fasce più a rischio della popolazione la mascherina è più che consigliabile”. “Nel caso in cui nei bambini compaiaa l’influenza con tosse e catarro – prosegue Castelli Gattinara – è bene che i genitori tengano a casa i propri figli, umidificando bene l’ambiente, perchè l’aria secca è certamente controindicata. Non dovranno mandarli a scuola proprio per evitare il contagio con gli altri bambini”. “Gli adulti, se hanno una forte tosse, devono evitare la diffusione delle gocciolone di saliva, o droplet, che vengono sparse negli ambienti e possono contagiare le altre persone.

Secondo Pregliasco il ‘liberi tutti’ dei virus stagionali è stato favorito dal fatto che ” non abbiamo più quelle che sono state le attenzioni per Covid. Le mascherine, così come sono servite per Sars-CoV-2, possono servire per l’influenza e le altre infezioni respiratorie, sia in termini preventivi per se stessi, ma anche protettivi per gli altri. Come facevano un tempo i turisti orientali”, provenienti da Paesi in cui la cultura della mascherina era radicata già in era pre-pandemica. Seguendo il loro esempio, “se si ha una manifestazione clinica” influenzale, “questa protezione andrebbe indossata. Anche solo la mascherina chirurgica può ridurre il rischio diffusivo se si hanno sintomi. Quindi una forma di rispetto”, ha spiegato Pregliasco all’AdnKronos.

L’articolo L’influenza stagionale è già arrivata, quali sono le differenze con il Covid: sintomi aggressivi e quanto dura proviene da Il Riformista.