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Il Parlamento non può indietreggiare sul sostegno militare ed energetico all’Ucraina

DiRed Viper News Manager

Nov 24, 2022

La guerra in Ucraina sta entrando in una nuova fase. Grazie alla loro determinazione e al sostegno internazionale, i cittadini ucraini stanno passo passo tenendo testa agli invasori russi costringendoli ad arretrare.

L’esito, già visto in tante altre occasioni, è quindi un attacco diffuso da parte della Russia verso le infrastrutture civili e le città.

Si tratta, come definito con chiarezza anche dal Parlamento Europeo, di iniziative di stampo terroristico ed è compito della comunità internazionale e del nostro Paese sostenere i cittadini ucraini anche in questo frangente.

Pochi giorni fa la Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e la rete di città Eurocities guidata da Dario Nardella hanno lanciato la campagna “generatori di speranza”. È un’iniziativa lodevole di raccolta fondi per acquisire generatori di energia che consentano a ospedali e strutture civili di reggere il gelido inverno. Siamo però tutti ben consapevoli che non si può lasciare questa iniziativa a sforzi volontari.

Credo quindi sia fondamentale che il Parlamento prosegua la sua attività a sostegno dell’Ucraina contro gli invasori, dotando e finanziando gli armamenti necessari (essenziali per difendersi ed anche nella prospettiva di futuri accordi di pace) e che contestualmente debba intervenire con contributi a supporto della popolazione civile, per generatori e ogni altra necessità indicata dal governo ucraino.

È l’unico modo per consentire ai suoi cittadini di rimanere nel Paese, in condizioni dignitose senza essere costretti a una nuova ondata migratoria.

La resistenza verso gli invasori passa sia dall’esercito sia dal sostegno alla popolazione civile: credo che il Parlamento debba sostenere entrambe le azioni nella maniera più coesa possibile.

Articolo proveniente da Linkiesta