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Secondo Elly Schlein, dopo il voto il Pd dovrà dialogare con i Cinque Stelle su ambiente e lavoro

DiRed Viper News Manager

Set 23, 2022

«Fino al giorno del voto io impegnerò ogni energia per queste elezioni. I prossimi cinque anni saranno decisivi. Però il nostro impegno non ha scadenza il 25 settembre, dopo saremo sempre dalla stessa parte, quella di chi crede in un campo ecologista, progressista e femminista. Con il Movimento Cinque Stelle spero si potrà lavorare insieme. Lo penso oggi, lo pensavo ieri e lo penserò domani: sugli impegni comuni per l’ecologia, la redistribuzione e contro il precariato, si potrà collaborare come abbiamo già fatto a Bologna».

Elly Schlein, vicepresidente della Regione Emilia Romagna e candidata alla Camera da indipendente nelle liste del Pd, guarda oltre il voto. Definita dal Guardian come «astro nascente della sinistra italiana», su Repubblica lancia un appello al voto. «Abbiamo presentato un programma finalmente progressista e di sinistra, proprio nel tentativo di ricomporre le fratture dovute agli errori degli ultimi 10 anni con il mondo del lavoro, della scuola, del terzo settore», spiega. «Dobbiamo ricostruire fiducia con chi in questi anni di crisi si è impoverito, mentre altri facevano extraprofitti».

Il suo principale avversario da sconfiggere, spiega, è «la sfiducia di tanti che pensano che la politica non serva più ad affrontare le difficoltà quotidiane. Dobbiamo tornare a parlare con umiltà alle tante persone che ancora non hanno deciso se andare a votare».

E mentre oggi tornano in piazza i ragazzi dei Fridays for Future, Schlein ricorda che «lo sciopero del clima è una mobilitazione che va ascoltata, perché ha consentito all’emergenza climatica di “scalare” le agende politiche europee, ma la politica non ha ancora fatto abbastanza. Nel nostro programma c’è l’impegno ambizioso di una legge sul clima, con strategie di uscita dalle fonti fossili, settore per settore».

A lei che parla di femminismo, Giorgia Meloni fa notare però che oggi è la destra a presentare una leader donna. Schlein risponde: «Una leadership femminile è diversa da una femminista, non si aiutano le donne se non si difendono i loro diritti, a partire da quelli sul proprio corpo. Servono servizi, il congedo parentale come in Finlandia. Poi io non so in quale Paese viva Giorgia Meloni, che parla del diritto a non abortire. In quello dove viviamo noi, sette medici su dieci che devono praticare l’interruzione di gravidanza sono obiettori. Serve una percentuale di non obiettori in ogni struttura».

Articolo proveniente da Linkiesta