• Gio. Ago 18th, 2022

Red Viper News

L'aggregatore di notizie di Red VIper

Archie è morto, staccati i macchinari al 12enne in coma irreversibile: “Un’esecuzione”

Archie è morto: il ragazzino di 12 anni in coma irreversibile dallo scorso aprile è spirato alle 12:15 inglesi, alle 13:15 italiane. A farlo sapere la madre Hollie Dance, di fronte all’ospedale Royal London. “È stato un figlio meraviglioso, ha lottato fino alla fine”, ha detto la donna in lacrime. Dopo che i macchinari che lo tenevano in vita sono stati staccati il ragazzino è sopravvissuto per due ore. La sua vicenda era diventata nota anche fuori dal Regno Unito.

La madre aveva trovato il figlio Archie Battersbee in camera sua, nella casa di Southend, nel sud-est dell’Inghilterra, privo di sensi lo scorso 7 aprile. Attorno al collo una corda, una sorta di impiccagione che aveva fatto pensare anche alla pista di una sfida social, una “challenge”, culminata nella tragedia. Ipotesi tuttavia mai confermata del tutto. Il 12enne non si era mai ripreso e negli scorsi mesi era stato al centro di una dura battaglia tra medici, familiari e giustizia.

La madre si era rivolta all’Alta Corte, alla Corte d’Appello, alla Corte Suprema, alle Nazioni unite come alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che non aveva ritenuto opportuno intervenire sul caso. E quindi a prevalere erano state le sentenze che in base al principio del “miglior interesse del minore” l’ospedale doveva “staccare la spina”. Per i giudici “prolungare la sua agonia non sarebbe giusto e sarebbe una sofferenza inutile”. I genitori però si erano sempre opposti, sostenuti da associazioni pro-life.

“Siamo a pezzi”, ha detto la madre a Sky News. “Ho fatto tutto ciò che avevo promesso ad Archie”. Quando i macchinari sono stati spenti, ha raccontato la parente Ella Carter, “è diventato tutto blu in faccia. Non c’è niente di dignitoso su ciò che questa famiglia ha passato”. La famiglia aveva anche provato a trasferire il figlio in Italia o in Giappone. Respinta anche la richiesta di portare il 12enne in un hospice per malati terminali nelle sue ultime ore.

La vicenda aveva coinvolto il paese intero con dibattiti e interviste, talk show, manifestazioni all’esterno dei tribunali. La cartella clinica del ragazzino parlava di “coma irreversibile” e “processo degenerativo anche di altri organi”. La madre non ha mai condiviso le sentenze dei giudici: “È stata un’esecuzione del bambino”. L’ultima parola in Inghilterra, a differenza dell’Italia dove spetta ai genitori, è dei giudici.

L’articolo Archie è morto, staccati i macchinari al 12enne in coma irreversibile: “Un’esecuzione” proviene da Il Riformista.