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Chi è Paolo Banchero, la stellina azzurra del Draft Nba: può essere la prima scelta assoluta

DiRed Viper News Manager

Giu 23, 2022

Nella notte delle future stelle Nba, quella più luminosa potrebbe essere italiana. Gli appassionati di basket sono in trepidazione per l’appuntamento annuale del Draft Nba, la lotteria delle 30 franchigie americane dove i vari team potranno scegliere i migliori giovani in circolazione nei college americani o in Europa.

L’evento, che si terrà alle 20 nel Barclays Center di Brooklyn, le due di notte italiane, vede infatti un italiano in lotta per la posizione numero uno. Si tratta di Paolo Banchero, star assoluta nella scorsa stagione Ncaa (il campionato americano dei college) di Duke, uno degli atenei più prestigiosi e noti proprio per la capacità di reclutare e portare nel più importante campionato al mondo di basket talenti generazionali.

Chi è Paolo Banchero

Nato il 12 novembre 2002 a Seattle da padre italiano, Mario, e mamma americana, Rhonda, Banchero è uno ‘spilungone’ di 2.08 metri che agisce da ala grande. Gli appassionati di basket nostrano sono già innamorati del suo talento per una questione non di poco conto: dal febbraio 2020 Paolo ha anche il nostro passaporto, grazie alle radici liguri dei bisnonni paterni.

Sul campo quest’anno, con i Blue Devils, Banchero si è confermato una macchina da punti completa: a 19 anni è già in possesso di una grande varietà di movimenti, anche spalle al canestro, ma spicca anche per potenza fisica e raggio di tiro. Gli scout hanno qualche dubbio in più invece sul piano della difesa, nulla però che non possa essere corretta al ‘piano superiore’ Nba con tanto allenamento e applicazione.

In una intervista a Sky Sport dei giorni scorsi, Paolo ha confermato la sua volontà di indossare la canotta azzurra, nonostante non abbia mai visitato il Paese né sappia parlare la lingua. “Ho intenzione di venire in Italia: non so quando esattamente, ma verrò e sarò felice di esserci. La mia intenzione è ancora di giocare per la Nazionale. Sono entusiasta all’idea che sta per iniziare la mia carriera NBA e anche quella internazionale, ne sono felice”, ha detto il giovanissimo cestista.

Sul Draft Paolo si sente sicuro dei suoi mezzi e punta a essere chiamato con la scelta più alta, la numero uno, come già accaduto in passato ad un altro italiano, Andrea Bargnani, nel 2006. “Sento di essere il migliore. Ci sono tanti grandi prospetti da selezionare in questo Draft, ma sento di essere in grado di dimostrare il mio valore a ogni livello: so di avere margini di miglioramento enormi”, le parole di Paolo.

Chi sono i suoi ‘avversari’

Nella lotta alla chiamata numero uno del Draft, ormai da mesi i principali siti americano di basket danno per certo un confronto a tre tra Paolo, Jabari Smith e Chet Holmgren: un trio di freshman, ovvero giocatori reduci da un solo anno al college.

Jabari Smith è un giocatore simile a Banchero, anche se più ‘leggero’ come stazza fisica. Ala piccola del college di Auburn, quest’anno si è fatto notare in Ncaa a suon di canestri, con un rilascio delicatissimo che a molti ha ricordato Kevin Durant, il due volte campione Nba e due volte Mvp delle Finals con i Golden State Warriors. Un giocatore, classe 2003, che ha ancora margini di miglioramento, sia in attacco che soprattutto in difesa.

L’altro nome forte, ma probabilmente più rischioso, è quello del gigante Chet Holmgren. Un ‘unicorno’, come li chiamano da qualche anno a questa parte negli Stati Uniti: un giocatore alto 2.12 metri capace di tirare da tre, di palleggiare quasi come una guardia, dotato di visione di gioco e un super stoppatore sotto canestro. Il ‘malus’ nel suo caso è però evidente a vista d’occhio: Chet, uscito dal college di Gonzaga, pesa meno di 90 chili: uno ‘stuzzichino’ che rischia di avvertire pesantemente il cambio di scenario in Nba, dove dovrà confrontarsi con giocatori con fisici di ‘tonnellaggio’ superiore.

Come funziona il Draft Nba

Il Dradt Nba è il sistema più ‘democratico’ pensato dalla lega per livellare i valori in campo delle varie franchigie, per evitare che ad alzare il Larry O’Brien Championship Trophy, la coppa destinata alla squadra vincitrice, finisca sempre allo stesso team.

Per questo il principio è a suo modo molto semplice: il miglior giovane (o quantomeno quello considerato tale) in uscita dai college o dall’Europa va alla franchigia che ha ottenuto il minor numero di vittorie nella stagione precedente.

Quest’anno la prima scelta tocca agli Orlando Magic, seguiti dagli Oklahoma City Thunder e gli Houston Rockets. Draft che nell’edizione 2022 avrà 58 chiamate anziché 60: Miami e Milwaukee hanno infatti perso il diritto di nomina al secondo giro per alcune irregolarità di mercato.

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