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Prove di dialogo tra USA e Russia: Washington chiede cessate il fuoco per tenere aperta la trattativa

DiRed Viper News Manager

Mag 14, 2022

Il capo del pentagono Lloyd Austin ha parlato al telefono ieri con il ministro della Difesa russo Sergey Shoigu. Ha chiesto un cessate il fuoco a breve in Ucraina e ha raccomandato di mantenere aperti i canali per negoziare. Si tratta della prima chiamata da Washington a Mosca dall’inizio dell’invasione. La giornata era iniziata con l’intervista di un assai poco disponibile ministro degli Esteri ucraino a una serie di testate internazionali, intervista aperta dalla frase: «Le condizioni per negoziare le decide il campo di battaglia. Non abbiamo altra opzione che vincere questa guerra, costi quel che costi», atteggiamento che farebbe supporre la decisione di Kiev di mantenere con Mosca la postura del “si combatte fino all’ultimo ucraino”.

Fredda le speranze suscitate dalla clamorosa telefonata Washington-Mosca l’entrata a gamba tesa del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, che ha dall’inizio della crisi (e in realtà da sempre) ha con Mosca un atteggiamento assai ambiguo. Erdogan ha detto di «non vedere con favore l’ingresso nella Nato di Finlandia e Svezia» perché «i paesi scandinavi sono come una guest house per numerose organizzazioni terroristiche». Si riferisce ai militanti kurdi del Pkk, in Turchia che lui considera terroristi perché reclamano l’esistenza di uno stato kurdo dalla Turchia negato, e dell’Ypg, in Siria che sono stati sempre ben accolti a Stoccolma insieme ai seguaci di Fethullah Gulen, accusato del fallito colpo di Stato del 2016. Una posizione contraria della Turchia impedirebbe l’ingresso di Finlandia e Svezia, serve l’unanimità dei paesi membri per accettare una adesione.

Alla dichiarazione alla stampa non è seguita una presa di posizione formale di Ankara, ma sarebbe presto per aspettarsela perché non c’è ancora nemmeno la richiesta formale di Helsinky e Stoccolma di ingresso nella Nato. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha confermato che reazioni politiche e militari di Mosca a un allargamento della Nato ad est sono «certe» e che la loro gravità dipenderà da quanto le basi Nato in Finlandia saranno vicine alla frontiera russa. Poco conciliante anche il ministro degli esteri russo Lavrov: Secondo il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov, «l’Ue si è trasformata da una piattaforma economica costruttiva in un attore aggressivo e militante».

Il ministro dell’Agricoltura tedesco Cem Ozdemir ha accusato la Russia di furti di grano nell’oriente ucraino, al cospetto dei ministri degli Esteri dei paesi del G7 riuniti per discutere dell’impatto della guerra sugli approvvigionamenti alimentari globali. «Si tratta di una forma di guerra particolarmente disgustosa quella che la Russia sta conducendo» ha detto il ministro. La Russia «sta rubando, rapinando, prendendo per sé il grano dall’Ucraina orientale» e usa «la fame come un’arma di guerra», ha aggiunto Ozdemir facendo un parallelo con le carestie provocate da Stalin in Ucraina negli anni ‘30.

«La gente sta pagando in tutto il mondo il prezzo della guerra», ha osservato il ministro dell’Agricoltura ucraino Mykola Solsky con riferimento alla distruzione delle forniture alimentari causata dall’invasione. Si discute su come trasportare più grano fuori Ucraina via terra, per treno o lungo il Danubio. «Come democrazie più industrializzate abbiamo una speciale responsabilità» per aiutare le nazioni più povere, ha sottolineato il ministro degli Esteri tedesco, Annalena Baerbock.

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