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Con la blockchain nasce la “visita medica sospesa”

Lorusso

In Italia, ogni anno quattro milioni di persone, almeno secondo quanto afferma un’indagine condotta da mUp Research per Facile.it, rinunciano alle cure mediche per motivi economici. A causa della pandemia, inoltre, negli ultimi due anni più di trenta milioni di pazienti – praticamente la metà della popolazione italiana – si sono visti rimandare, se non addirittura annullare, visite, esami o interventi sanitari che avevano in programma. Per questa ragione, cinque ragazzi pugliesi di poco più di trent’anni hanno lanciato Ethicare. Una piattaforma, basata su tecnologia blockchain, grazie alla quale tutti coloro che vorrebbero rivolgersi a strutture sanitarie private – ma che non riescono a coprire il costo della prestazione – possono mettersi in contatto diretto con un donatore. Ricevendo il finanziamento e andando così a tagliare drasticamente i tempi d’attesa per la visita.

“In realtà, questo progetto – chiarisce ad Huffington Post Giuseppe Lorusso, amministratore delegato e co-fondatore di Ethicare – è figlio di una precedente esperienza: Banca delle Visite”. Un’idea, nata tre anni fa, ispirata alla tradizione napoletana del caffè sospeso: lasciare un euro in più al bar, oltre a quello speso per la propria tazzina, di modo che i più bisognosi possano prendersi un caffè grazie al credito disponibile. “Con BdV abbiamo lanciato l’idea della ‘visita sospesa’. Generosi donatori potevano versarci denaro da destinare a tutti coloro che non potevano permettersi visite costose presso strutture sanitarie private”. Prestazioni che a causa dei lunghi tempi d’attesa rischiavano di essere rinviate troppo in là nei mesi. Solo in Puglia, dicono i dati forniti dall’Asl di Bari alcuni mesi fa, c’erano ben 434 mila visite di routine in lista d’attesa. Anzi, la stessa Regione, lo scorso novembre, ha dovuto rivolgersi alle cliniche private per far ricoverare di oltre 14 mila pazienti che non hanno trovato spazio nelle strutture pubbliche.

“Grazie a Banca delle Visite raccoglievamo il denaro dei donatori e lo versavamo manualmente a chi ci aveva chiesto aiuto. In tre anni di attività abbiamo garantito oltre 2.000 visite gratuite ai bisognosi” prosegue Lorusso, che dopo un master in Bocconi in management sanitario e un’esperienza lavorativa in una società di consulenza ha deciso di tornare a vivere nella sua Puglia, nella città di Gravina. “L’unico difetto di quel sistema è che il donatore non poteva formalmente seguire il destino del proprio versamento. Anzi, se la donazione non andava a buon fine eravamo stesso noi a doverci organizzare, sempre manualmente, per restituire il denaro al donatore. Ora però, grazie alla tecnologia blockchain, possiamo ovviare a questo problema”.

Con la nuova piattaforma, Lorusso e il suo team possono mettere direttamente in contatto donatore, paziente e struttura sanitaria. “Tutto inizia con il paziente che si iscrive alla piattaforma e inoltra una richiesta di aiuto alla community. Medici e cliniche valutano le richieste e propongono una cura o una prestazione, attivando una raccolta fondi a tempo. I donatori esaminano le raccolte attive e decidono per quale donare. Se la cifra-obiettivo viene raggiunta e la visita erogata, il paziente approva il pagamento a favore del medico”. Il processo è del tutto disintermediato, gestito attraverso uno smart-contract, un codice scritto e memorizzato sui blocchi della blockchain.

La società Ethicare incassa il 5% dell’intera cifra versata, e solo se la visita viene effettivamente erogata. Ma soprattutto, chi mette a disposizione i fondi può tracciare dall’inizio alla fine il versamento. “Con Ethicare abbiamo sostituito il bonifico manuale – dice Lorusso – con quello automatizzato e garantito da blockchain. Non ci sono passaggi in più oltre a quello della donazione di chi fornisce i fondi verso il conto del medico o della struttura privata che eroga la prestazione. Il tracciamento è garantito al cento per cento dal fatto che con questa tecnologia tutti possono vedere tutti i passaggi. È un sistema aperto e decentralizzato, d’altronde”.

Prestazioni sanitarie di routine – ad esempio costose visite oncologiche, che presuppongono un tempo d’attesa molto risicato – ma anche raccolte fondi ad hoc, ad esempio per bambini con malattie rare che devono curarsi lontano, a volte nelle cliniche specializzate degli Stati Uniti. “La nostra piattaforma può essere messa a disposizione di Onlus e associazioni simili per ogni iniziativa che presupponga una raccolta di denaro e che vuole assicurare ai donatori la massima trasparenza, nonché il successo della campagna. Pensiamo alla raccolta fondi per l’allestimento di un ospedale da campo o l’acquisto di attrezzature mediche presso strutture che ne hanno urgente bisogno”.

Da dicembre, da ultimo, ad Ethicare si è affiancato l’Ethicoin. Una criptovaluta, emessa direttamente dal team della startup pugliese, che ha assunto il tipico schema di una stable-coin. Per ogni dollaro americano versato, si riceve in cambio un Ethicoin. “L’introduzione di una cripto pensata per la nostra piattaforma non è altro che un incentivo” afferma Lorusso. “Per ogni donazione effettuata, forniamo una certa quantità di Ethicoin come premio. In questo modo facciamo aumentare il numero di donazioni e stimoliamo l’utilizzo di una criptomoneta che vogliamo trasformare nella valuta di riferimento di un circuito digitale dedicato alle donazioni per prestazioni sanitarie. L’Ethicoin – conclude – non servirà solo ad effettuare le donazioni, ma anche a pagare direttamente le prestazioni, anche per chi non ha problemi a permettersele”.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia