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Sicurezza sul lavoro, i provvedimenti del Governo non bastano: occorrono ingegneri e professionisti dedicati

DiRed Viper News Manager

Gen 14, 2022

Come è noto le gravi crisi economiche, territoriali o globali, dovute a eventi drammatici si prestano più facilmente, nella fase della ripresa, a comportamenti fraudolenti di alcune aziende a danno dei lavoratori e delle aziende sane che, con enormi sacrifici, cercheranno di risollevarsi. La necessaria attività ispettiva in materia lavoristica, contributiva e assicurativa deve, pertanto, essere ancora più incisiva e più mirata; deve rilevare e sanzionare i comportamenti illeciti sorvolando sugli aspetti formali; deve garantire leale concorrenza sul mercato del lavoro e tutela dei lavoratori deboli e sfruttati.

Cercare, inoltre, di contrastare seriamente, la grossa piaga dell’evasione contributiva che, unitamente a quella fiscale, si aggira intorno ai 150 miliardi l’anno, permetterebbe di mettere a disposizione dello Stato maggiori risorse per finanziare ulteriori necessari interventi a sostegno di imprese e lavoratori duramente colpiti in questi ultimi due anni. Sulla sicurezza nei luoghi di lavoro: il D.L. 146/2021 ha attribuito all’Ispettorato Nazionale del Lavoro la competenza a svolgere la vigilanza in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, modificando l’art. 13 del D.Lgs. 81/2008 che assegnava tale compito quasi esclusivamente ai servizi di prevenzione delle ASL. I Tecnici della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro che attualmente svolgono questo tipo di vigilanza, devono essere e sono in possesso di titoli di studio specifici che garantiscano una preparazione tecnico professionale indispensabile per svolgere un compito estremamente importante.

Preparazione tecnico-professionale di cui è sicuramente privo sia l’ispettore ordinario del lavoro in forza all’INL sia gli ispettori inail e inps in possesso, prevalentemente, di un diploma di laurea in scienze politiche, economia e commercio o titoli equipollenti e quindi impossibilitati a verificare l’effettiva mancanza delle condizioni di sicurezza dei luoghi di lavoro. Compito che gli ispettori delle ASL, prevalentemente ingegneri, chimici, medici in possesso di una preparazione culturale e professionale specifica, svolgono con competenza e professionalità al pari degli ispettori tecnici dell’Inl per i settori di competenza fino a oggi attribuiti dal D.Lgs. 81/2008. Pur considerando estremamente meritorio qualsiasi provvedimento che venga emanato dal Governo per contrastare il ripetersi di infortuni sul lavoro che costituiscono una tragedia intollerabile per il nostro paese, appare evidente che non sia possibile effettuare controlli estremamente ingegneristici e tecnico-ambientali con esperti giuslavoristi.

Per svolgere questo compito, che con il D.L. 146 viene esteso a tutti i settori merceologici, in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, occorrono ingegneri e professionisti dedicati. La necessità è quindi quella di reperire ulteriori risorse in modo da incrementare l’attuale organico di ispettori tecnici in servizio presso l’Inl. Non si può mettere a rischio la sicurezza negli ambienti di lavoro attribuendo tale grave compito e responsabilità al personale ispettivo ordinario che non ne ha la competenza e la conoscenza e che si limiterebbe al controllo formale di documentazione senza aver nessuna possibilità di valutarne tecnicamente il contenuto. Tutto ciò va a scapito della vera sicurezza nei luoghi di lavoro ed esporrebbe a responsabilità civili e penali il personale ispettivo ordinario.

Lavoro nero, sub appalti (che spesso sfociano in appalti irregolari) e mancato rispetto delle norme di diritto del lavoro e dei contratti collettivi stipulati a tutela di tutti i lavoratori devono essere costantemente attenzionati dall’attività ispettiva perché solo mettendo in condizione tutte le aziende di gareggiare ad armi pari si garantisce la leale concorrenza nel mercato del lavoro, la tutela della legalità e, di conseguenza la riduzione del rischio di incidenti nei luoghi di lavoro.

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