• Ven. Gen 28th, 2022

Red Viper News

L'aggregatore di notizie di Red VIper

Lo studio: “Le forme gravi di Covid raddoppiano il rischio di morte nei 12 mesi successivi”

Modern laboratory interior. Studying coronavirus

I pazienti che sopravvivono a un’infezione da Covid grave hanno più del doppio delle probabilità di morire a 12 mesi dalla malattia rispetto a chi non si infetta, o a chi manifesta sintomi virali più lievi. Lo dimostra una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Frontiers in Medicine

Lo studio ha rilevato che i pazienti che continuavano a mostrare le conseguenze del virus avevano una probabilità significativamente maggiore di morire nel corso dell’anno successivo alla guarigione, una tendenza particolarmente evidente tra le persone di età inferiore ai 65 anni. Dalla ricerca è emerso che solo il 20% dei decessi relativi ai malati gravi è avvenuto a causa delle tipiche complicanze da Covid-19, come ad esempio l’insufficienza respiratoria. Questo significa che solo questo 20% delle morti è direttamente collegabile alla malattia Covid. Di conseguenza, secondo i ricercatori, il restante 80%, riguarda i pazienti più vulnerabili. Per loro, che hanno condizioni di salute a rischio pregresse, le probabilità di riscontrare danni alla salute a lungo termine dovuti al Covid aumentano, così come aumenta il rischio di morte. 

Il professor Arch Mainous dell’Università della Florida, principale autore della ricerca, ha detto al Guardian:

“Avevamo già condotto uno studio precedente che aveva dimostrato come i pazienti da Covid-19 in forma grave essere ricoverati in ospedale nei successivi sei mesi. Questo nuovo studio lo ha prolungato per indagare sul rischio di mortalità nei successivi 12 mesi”.

Sono 13.638 le cartelle cliniche elettroniche monitorate dai ricercatori, relativi a pazienti sottoposti a tampone molecolare all’interno del sistema sanitario dell’Università della FloridaDi questi pazienti, 178 avevano manifestato sintomi gravi della malattia, 246 sintomi lievi o moderati, e il resto erano risultati negativi. Dopo che tutti si erano ripresi dalla malattia, i ricercatori hanno iniziato a monitorare i loro sviluppi. È apparso subito chiaro che i pazienti più gravi avevano un probabilità di morte significativamente maggiore nel corso di tutto l’anno successivo. 

Poiché queste morti si sono verificate molto spesso tempo dopo che l’infezione iniziale era passata, per i ricercatori c’è la probabilità che potrebbero non essere state collegate al Covid-19. L′80% di tali decessi si è verificato con tutta probabilità per altri motivi, un’ampia varietà di fattori che non sono associabili al virus. Questo, secondo lo studio, suggerisce che i pazienti avevano già sperimentato un generale declino della propria salute, che li aveva lasciati più vulnerabili al virus e ha complicato di conseguenza la loro condizione riabilitativa. Il dottor Mainous ha poi affermato:

“Ora sappiamo che esiste un rischio sostanziale di morte per quella che sarebbe considerata una complicazione non riconosciuta di Covid-19. Quindi dobbiamo essere ancora più vigili nel ridurre gli episodi gravi della malattia. La nostra raccomandazione a questo punto è di utilizzare sempre le misure preventive, come la vaccinazione”.

Appare chiaro quindi che il Covid può causare sintomi gravi e a volte anche la morte, soprattutto per le persone vulnerabili, in particolare quelle con condizioni di salute pregresse a rischio. Resta fondamentale, dunque, per prevenire il degenerare della malattia, la vaccinazione, che come ormai è noto evita le forme più gravi di infezione. 

Articolo proveniente da Huffington Post Italia