• Mer. Dic 1st, 2021

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Una politica col fiato corto che non pensa ai giovani

No, l’Italia non è un paese per giovani. Abbandonati a se stessi, costretti ancora ad emigrare per cercare fortuna oltre confine, i giovani italiani sono la categoria dimenticata dalla politica. Il dibattito di questi giorni sulle pensioni è solo la punta dell’iceberg di una malattia profonda che porta l’Italia a vivere in un eterno presente emergenziale senza mai pensare alle prospettive future. Una malattia tutta politica.

Se in fin dei conti i sindacati fanno il loro mestiere quando difendono gli interessi dei loro iscritti (pensionati e garantiti), davvero non si capisce perché mai la politica debba tradire la sua essenza dimenticandosi totalmente del proprio ruolo di costruttrice di futuro. Quando Matteo Salvini ha imposto quota cento ha fatto la cosa più “miope” che ci potesse essere: difesa sindacale di una categoria sorvolando sul quadro completo, rincorsa ossessiva del presente dimenticando completamente il futuro e, quindi, i giovani di oggi e gli italiani di domani.

Ma non è solo questione di pensioni. Magari fosse così poco. Il tradimento dei giovani da parte della politica italiana è una metastasi che si diffonde in tutto il corpo sociale. Perché senza una politica che sa farsi avanguardia, che sa indicare la strada, tutta la società viene devastata da un egoismo generazionale che se ne frega sia dei propri figli sia (ancor di più) dei figli dei figli. Senza la ricerca di un destino comune la società si arena in un edonismo conservativo senza prospettiva e senza futuro. Senza investimenti, senza architettura, senza ricchezza. E senza giovani.

Un paese col fiato corto, avvinghiato sull’oggi, non riuscirà mai ad avere la forza di donare se stesso ai propri figli, non riuscirà mai a ragionare anche di doveri e non solo di diritti e di interessi. Non riuscirà mai più a costruire cattedrali e immaginare bellezza. A investire in ricerca e cultura. Non riuscirà più a fondare università. E a fondare città. Un paese con il fiato corto continuerà a tradire l’essenza dell’italianità.

I nostri avi ci hanno lasciato il paese più bello del mondo. E ne andiamo fieri senza che sia davvero merito nostro. Ecco, cosa lasceremo noi ai nostri discendenti? Qual è l’eredità della politica di oggi, quali i segni, quale la storia? La risposta è, tristemente, due anni in più di pensione. E chi se ne frega dei nostri giovani.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia