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Il Comune di Napoli sta ripartendo, ora Manfredi si impegni per la Città metropolitana

DiRed Viper News Manager

Ott 27, 2021

Con la formazione della giunta Manfredi l’attività del Comune di Napoli entra nel vivo. Già, del Comune di Napoli. Non sarà inutile ricordare al lettore che il sindaco di Napoli è anche il sindaco metropolitano. E che la città metropolitana conta tre milioni di abitanti di cui la città di Napoli vale scarsamente uno. Non vi è pertanto corrispondenza, almeno per quanto riguarda la figura apicale dell’ente, tra chi esercita il potere (il sindaco) e chi vi è sottoposto (i residenti nei Comuni metropolitani). Siccome chi esercita il potere dev’essere eletto con i voti dei residenti nel capoluogo, non meraviglia troppo che nella campagna elettorale non si sia parlato affatto della dimensione metropolitana, ma al massimo di rifiuti, trasporti e strutture di “Napoli città”.

Il mancato intervento di una legge statale non consente di realizzare la previsione di diversi Statuti metropolitani – tra cui quello di Napoli – dell’elezione diretta del sindaco e del Consiglio metropolitano. Oggi c’è l’automatismo tra sindaco del Comune capoluogo e della Città metropolitana e i consiglieri metropolitani sono eletti con alchimie politicistiche lontane dai riflettori dell’opinione pubblica. In ogni caso i residenti in provincia hanno atteso i comodi delle elezioni napoletane per sapere da chi saranno governati con riferimento a funzioni amministrative di notevole rilievo, soprattutto di tipo pianificatorio e programmatorio. Pare pertanto doveroso chiedere al neo-sindaco Gaetano Manfredi un’iniziativa forte, che gli deriva dall’ampiezza della vittoria e dal fatto di essere la guida della terza città d’Italia, per sbloccare la situazione a livello nazionale, dove c’è un impasse sul tema delle Province e delle Città metropolitane, in conseguenza alla disastrosa riforma Delrio che voleva abolire proprio le Province ma che poi si è fermata “a mezza strada”.

Siccome poi il sindaco Manfredi ha ritenuto per il momento di tenere per sé la delega alla Città metropolitana, bisogna che cominci a prospettare, prima ancora della elezione del Consiglio metropolitano, gli indirizzi in tema di area metropolitana. Il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) ha il proprio focus in molte politiche che sono al cuore delle competenze metropolitane. Le Città metropolitane, però, sono completamente impreparate. Eppure le aree urbane, e ancor più quelle metropolitane, sono in tutto il mondo i principali trasformatori della modernità e, in una società di servizi, la gran parte delle attività produttive, di distribuzione e logistiche sono fatalmente collocate al di fuori delle zone centrali delle grandi città.

Nessun problema di Napoli può trovare una soluzione solo all’interno della cinta daziaria e, se anche si potesse, ciò precluderebbe il possibile balzo in avanti nello sviluppo produttivo e civile di tutta l’area metropolitana, con i suoi 91 Comuni, grazie al Pnrr. Il pil dell’area metropolitana di Napoli supera la metà di quello regionale, ma è modesto se rapportato alla popolazione campana e addirittura imbarazzante se raffrontato al dato nazionale. Il sindaco deve mettersi all’opera, dunque, e nel farlo potrà contare sulla lunga esperienza del segretario generale in pectore, Pasquale Granata, per lungo tempo direttore dell’Anci regionale.

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