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Fermi in deposito 70 bus nuovi, Atac ha le casse vuote e non paga l’ultima rata da 18 milioni

DiRed Viper News Manager

Ott 27, 2021

Capolinea Atac:  Monterotondo. L’azienda dei trasporti romana non paga l’ultima rata da 18 milioni per l’acquisto (completato all’80%) e i 70 autobus freschi di fabbrica che dovrebbero sostituire quelli stanchi e logori, vecchi di 20 anni, sono fermi in deposito con l’immatricolazione sospesa perché la giunta Raggi non ha mai sbloccato il maxi-prestito.

Sono settanta e in gran parte già pagati ma sono anche parcheggiati, da oltre 5 mesi, in un deposito a Monterotondo. Per la municipalizzata dei trasporti le nuove vetture sarebbero necessarie per permettere l’incremento delle corse e rottamare finalmente i veicoli vecchi. Ma mancano i soldi: l’Atac non ha pagato l’ultima rata da 18 milioni, e cosi i nuovi mezzi restano in garage. La società comunale da febbraio ha chiesto un prestito al Comune, che non è mai stato sbloccato e inoltre sono in ritardo anche i ristori dello Stato che per Atac sarebbero una boccata d’ossigeno: deve ancora ricevere 20 milioni d’indennizzo del 2020.

Così, come dice il contratto, finché il pagamento dei nuovi Mercedes ibridi non verrà onorato, le vetture pronte all’uso rimarranno posteggiate nel garage di Monterotondo, mentre nelle strade della Capitale si assiste quasi ogni giorno a guasti e incendi dei vecchi mezzi costretti a procrastinare la pensione. Il Campidoglio avrebbe potuto velocizzare l’arrivo dei nuovi bus nei depositi della sua controllata tanto che è da febbraio che l’Atac chiede all’amministrazione cittadina un anticipo da 40 milioni, fondi che servirebbero in prima battuta proprio a liquidare la fattura del produttore dei bus e poi a pagare gli altri fornitori, per esempio quelli dei ricambi.

La delibera dove veniva autorizzato il prestito firmata dalla giunta Raggi è arrivata in estate dopo un lungo tira e molla col quartier generale di via Prenestina, ma lo subordinava a una valutazione degli esperti del collegio sindacale di Atac che però l’organismo non ha mai rilasciato, dichiarandosi incompetente sulla materia. Così Atac ha provato a chiedere il via libera al giudice del tribunale fallimentare, che però ancora non si è espresso. Quindi niente bus.

Atac cerca l’assist del Comune o quantomeno i ristori Covid dello Stato che solo per il 2020 ammontava a 65 milioni di euro. Ovviamente i disagi ricadono sui pendolari costretti a viaggiare non sui bus-ibridi ma sui bus-catorcio. Mezzi che, appena arriverà il cambio, viaggeranno verso lo sfasciacarrozze senza passare dal via. Atac da sola non è in grado di far fronte al rinnovo della flotta perché manca la liquidità che arriva dalla vendita dei biglietti, ricavi crollati nel post- pandemia da 22 a 8 milioni di euro al mese. Per l’azienda, non basta quindi il contratto di servizio col Comune che vale circa mezzo miliardo di euro l’anno.

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