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L’ultima mediazione leghista sulle pensioni: quota 41 con 62 anni d’età

ROME, ITALY - JANUARY 29: Undersecretary of Labour Claudio Durigon and the Vice Premier Matteo Salvini hold a press conference on the day of entry into force of the decree on pensions called

C’è uno schema che i tecnici della Lega stanno mettendo a punto in queste ore per provare a rientrare nella partita delle pensioni in vista del via libera alla manovra che il Consiglio dei ministri darà giovedì. Questo schema, che Huffpost è in grado di anticipare, è chiamato quota 41, ma non è la quota 41 che permetterebbe di uscire prima dal mercato del lavoro tenendo conto solo degli anni di contributi, quarantuno appunto, indipendentemente dall’età anagrafica. In questo caso 41 sono gli anni di contributi da abbinare a 62 anni di età: ne viene fuori una quota 103, con il criterio della contribuzione che resta fisso. Se 62+41 è messo in calendario per il 2022, l’impianto del Carroccio dice che nel 2023 si arriverà a 63+41. 

Fuori dai numeri, lo schema leghista guarda a una mediazione con Mario Draghi. I margini sono ridottissimi, ma c’è ancora spazio per trattare e quindi per presentare i numeri delle simulazioni sulla nuova quota 41. Il dossier è nelle mani del sottosegretario all’Economia Federico Freni e del responsabile Lavoro del partito Claudio Durigon. Dentro ci sono le stime arrivate dall’Inps: la misura, che è biennale ma che come tutte ha un effetto finanziario più lungo, avrebbe un peso inferiore agli 1,6 miliardi nel prossimo triennio, con un effetto negativo a partire dal quarto anno. Già l’entità della spesa dice che non è la quota 41 che chiedono i sindacati e che costerebbe 4,3 miliardi nel 2022 per poi salire fino a 9,75 miliardi negli anni successivi e iniziare a scendere solo nel 2031, con una spesa che si attesterebbe comunque a 9,2 miliardi. 

Ma gli stessi numeri dicono anche che la quota 41 leghista costa poco perché la platea è molto più ridotta rispetto alla quota 41 classica. Insomma sarebbero poche migliaia di lavoratori a poter usufruire dello scivolo, ma in una trattativa con palazzo Chigi dove dall’altra parte si punta a uno schema più rigido (quota 102 e soprattutto quota 104, molto vicina ai requisiti della Fornero), riuscire a strappare qualcosa sarebbe già un mezzo miracolo. Quantomeno limiterebbe i danni della cancellazione di quota 100 che Draghi ha già certificato. La Lega ha anche altre proposte da presentare al premier, ma quella di quota 41 è quella su cui punta di più. 

Articolo proveniente da Huffington Post Italia