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Un momento dell'incontro a Palazzo Chigi tra il governo con il premier Mario
Draghi ed il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, con i leader dei sindacati sulla sicurezza sul lavoro, Roma, 14 ottobre 2021. ANSA/FILIPPO ATTILI/US PALAZZO CHIGI +++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY +++

È terminato l’incontro a palazzo Chigi tra il governo e i sindacati sulla legge di Bilancio. Ed è terminato male. Per il momento, secondo quanto riferiscono fonti sindacali, non sarebbe stata raggiunta un’intesa sulle pensioni. Anzi, il clima durante il vertice è stato teso, in particolare sul nodo previdenza, con quello che viene definito “un braccio di ferro”. Dal sistema contributivo non si torna indietro, ha detto il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ai sindacati sulle pensioni, prima di lasciare il confronto mentre era ancora in corso. Nessun accenno a quota 102 né alla ripartizione degli 8 miliardi di tagli alle tasse e al cuneo fiscale. Ma è sulle pensioni che si è registrata la rottura. “Il contributivo regge se non c’è precariato”, ha detto il segretario della Cgil Maurizio Landini. Il Governo ha assicurato ai sindacati che Ape e opzione donna verranno prorogati di un solo anno. L’Ape verrà comunque rafforzata.

Le posizioni appaiono comunque molto distanti, e al momento non si profila una intesa. Il confronto con il governo è stato “insufficiente” e per questo nelle prossime ore alla luce del testo di legge di bilancio che andrà in Cdm i sindacati daranno luogo a una fase di mobilitazone con manifestazioni. “L’incontro non è andato bene”, perché sulle pensioni ci sono “solo 600 milioni. Non ci sono risposte sulla riforma complessiva necessaria. Il sindacato valuterà nei prossimi giorni forme e strumenti di mobilitazione per fare scelte adeguate”, ha detto il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri.

“Mancato confronto e del dialogo con il sindacato e le parti sociali”, ha detto Luigi Sbarra, numero uno della Cisl, al termine dell’incontro con il premier Mario Draghi. Sbarra esprime “l’assoluta insoddisfazione su questioni poste in maniera precisa. Le risorse sono largamente insufficienti per finanziare una vera grande riforma degli ammortizzatori sociali”, ha detto, ”è sbagliato considerare le pensioni un lusso o una regalia”.” Bene”, ha aggiunto, “l’intervento di proroga dell’Ape sociale con l’ulteriore allargamento della platea e la proroga di Opzione donna” ma manca l’impianto sulla riforma delle pensioni chiesto dai sindacati. “Abbiamo chiesto misure di flessibilità sull’uscita dal lavoro a partire da 62 anni”.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia