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La mamma di Valeria Solesin ai terroristi: “Cosa sono per voi quei 130 morti?”

Luciana Milani ha parlato direttamente agli attentatori. Nell’aula di Parigi dove si sta tenendo il processo relativo ai 6 attentati che tra il 13 e il 14 novembre 2015 sconvolsero la Francia, ha preso parola anche la mamma di Valeria Solesin, la 28enne veneta uccisa all’interno del Bataclan.

Si legge sul Corriere della sera:

“Cosa rappresentano per loro questi 130 morti, i morti che noi piangiamo e che per motivi a noi misteriosi sono diventati il loro bersaglio? Chiedo agli imputati di rispondere ed esprimere il loro pensiero. Ho sentito dire da uno degli imputati (Salah Abdeslam ndr) che l’uccisione di 130 persone non ha niente di personale questa allocuzione così banale e convenzionale mi ha fatto pensare. È rivelatrice di un pensiero più profondo e netto. Per loro questi morti non sono persone, non sono esseri umani, sono metafore di quello odiano, di quello che vogliono combattere”

Luciana Milani a Parigi non è arrivata da sola. Con lei ci sono anche l’ex fidanzato Andrea Ravagnani e gli amici di Valeria che quella sera erano con loro. Ha preferito non partire il fratello Dario: 

“Mia mamma si è preparata tutto il discorso da sola, è stata bravissima. Ha voluto sottolineare che quello che loro riducono a un mezzo sono vite. Non sono ancora riuscito a tornare a Parigi ma forse ora è arrivato il momento di affrontare questo passo, voglio provare ad andare per la ricorrenza, il 13 novembre. Mia mamma finora ha fatto quasi tutto da sola. È bravissima, è una donna molto forte. Ma voglio essere per lei una spalla”.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia