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Amara colpisce ancora: Enrico Laghi finisce in manette

DiRed Viper News Manager

Set 28, 2021

L’avvocato Piero Amara, il terrore delle toghe, ha colpito ancora. La Procura di Potenza, anche sulla base della sua testimonianza, ha arrestato ieri con l’accusa di corruzione in atti giudiziari Enrico Laghi, ordinario di Economia aziendale presso l’Università di Roma La Sapienza. Laghi, ex commissario straordinario dell’Ilva di Taranto, nominato dal governo Renzi, è attuale presidente del Cda di Edizione, la holding finanziaria controllata dalla famiglia Benetton, nonché liquidatore di Air Italy e di tante altre società.

Secondo la Procura di Potenza, il professore romano avrebbe sponsorizzato, tramite Amara, la nomina da parte del Consiglio superiore della magistratura di Carlo Maria Capristo a procuratore di Taranto. La presenza di Capristo a Taranto sarebbe servita per gestire proprio le numerose vicende relative all’Ilva, dove Amara aveva degli interessi importanti. L’avvocato siciliano, pur non avendo alcuna nomina formale, partecipava infatti agli incontri fra la Procura di Taranto e i legali di Ilva in amministrazione straordinaria. E a seguito di questi incontri, nel 2017, venne avanzata la proposta di patteggiamento che avrebbe dovuto consentire alla società, gestita appunto da Laghi, di uscire dal maxi processo “ambiente svenduto”. Il patteggiamento, avallato da Capristo, sarà però poi bocciato dai giudici. Capristo, attualmente indagato in un filone parallelo, in cambio di questo trattamento di favore avrebbe ottenuto che persone di sua fiducia ricevessero incarichi di consulenza ed assistenza legale da parte dell’Ilva.

Secondo i pm, inoltre, la «favorevole attenzione alle esigenze di Ilva» da parte della Procura di Taranto si tramutava per Laghi anche in ulteriore beneficio «di carattere personale» in quanto avrebbe acquisito maggiore credito presso il governo quale abile e capace manager risolutore delle questioni giudiziarie, economiche e patrimoniali di pertinenza delle aziende commissariate. La Procura di Potenza ha anche sequestrato a Laghi circa 300mila euro. Ma torniamo ad Amara, l’ideatore del ‘Sistema Siracusa’, secondo un magistrato esperto come il procuratore generale di Messina Felice Lima, «una delle più estese e spudorate corruzioni sistemiche mai realizzate nella magistratura italiana». Prima dell’inciampo lucano, era sempre riuscito a farla franca. Pur essendo emerse le attività corruttive poste in essere durante gli anni, Amara era riuscito, quando coinvolto in qualche indagine, a patteggiare pene irrisorie ottenendo che non gli venisse sequestrato un euro. Anzi, chi aveva provato a fermarlo era rimasto a sua volta travolto. come l’ex pm romano Stefano Rocco Fava, poi trasferito a Latina come giudice.

Fava, nel 2017, aveva messo nel mirino la coppia Amara/Laghi in un fascicolo sulla gestione di Acea, la multiutility del comune di Roma. Laghi, in particolare, aveva cercato di influenzare l’avvocato Vincenzo Ussani D’Escobar affinché desistesse dal proseguire nell’azione intrapresa nell’ambito della procedura fallimentare pendente nei confronti della società Rizzo Bottiglieri De Carlini Armatori Spa, una società della quale il professore della Sapienza era il rappresentante legale. Fava aveva chiesto l’arresto dei due, insieme a quello dell’avvocato Luca Lanzalone, presidente del consiglio di amministrazione di Acea, nominato dal sindaco Virginia Raggi.

L’allora procuratore Giuseppe Pignatone, con gli aggiunti Paolo Ielo e Rodolfo Sabelli, a marzo 2019, aveva però deciso di togliere il fascicolo a Fava, non concordando con le sue richieste di arresto. Diverso scenario, come detto, a Potenza. A questo punto sono almeno tre le Procure – Perugia, Roma e Potenza – che, a vario titolo, stanno indagando sulla nomina di Capristo, avvenuta nella primavera del 2016, a capo dei pm tarantini. E sono cinque – Milano Perugia, Roma, Potenza e Reggio Calabria – che stanno indagando sulle rivelazioni di Amara. Il procuratore del capoluogo umbro Raffaele Cantone, lo ha riascoltato nei giorni scorsi a proposito della loggia Ungheria.

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