• Mer. Ott 27th, 2021

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La politica italiana non si fa mancare nulla. Neanche sul terreno del grottesco. A correre questo rischio è innanzitutto il gruppo dirigente del centrodestra. Tutti i sondaggi in via generale danno il centrodestra largamente sopra il 45 per cento, gli stessi sondaggi, però, prevedono una debacle per il centrodestra alle elezioni amministrative.

Solo per le Regionali calabresi c’è una previsione positiva. Mentre per quello che riguarda Torino la partita e’ assai incerta. Allo stato invece a parte Bologna che è persa in partenza Milano, Roma e Napoli non presentano indicazioni brillanti. Per carità alle elezioni tutto e’ possibile per cui di qui al 3 aprile possiamo assistere a uno strabiliante mutamento dei risultati previsti, fotografiamo però la situazione attuale.

A Napoli il centrodestra finora ha commesso tutti gli errori possibili e immaginabili, anzi pure quelli inimmaginabili. In primo luogo la candidatura di un pm in servizio permanente effettivo proprio alla procura di Napoli costituisce una clamorosa contraddizione con le polemiche che da sempre sono state giustamente sviluppate specie da Forza Italia sulle candidature di magistrati fatte dal Pd. Per di più non è che a Napoli la procura sia stata tenera nei confronti di Forza Italia: due personaggi di grande peso come il senatore Luigi Cesaro e suo figlio Armando sono stati letteralmente massacrati per di più per il reato assolutamente impalpabile di voto di scambio. Solo adesso sono stati assolti mentre per Luigi Cesaro c’era stata la richiesta di arresto. In un contesto di questo tipo il gruppo dirigente del centrodestra ha candidato il pm Maresca, che per di più nel corso di questi mesi ha manifestato più volte la sua repulsione nei confronti dei partiti che lo hanno candidato sottolineando la sua figura di candidato civico che a dir la verità era più un candidato anti partito.

Siccome però anche il candidato civico deve esprimere un livello minimo di professionalità per quello che riguarda gli aspetti tecnici della campagna elettorale, anche su questo terreno il centrodestra ha dato il meglio di sé facendosi annullare alcune liste fra cui quella molto importante della Lega.

E veniamo alle situazioni insieme più imbarazzanti e complesse, quelle che riguardano la battaglia per i sindaci di Milano e di Roma. Anche in questo caso per carità a 15 giorni dalle elezioni tutto può accadere. Allo stato però non possiamo fare a meno di esprimere con franchezza la nostra impressioni di fondo: Giorgia Meloni e Matteo Salvini sono così sicuri di se stessi che nutrono una sorta di complesso di Caligola che, come è noto, elesse come senatore il suo cavallo. Meloni e Salvini pensano di fare una cosa analoga con Michetti a Roma (Meloni) e Bernardo a Milano (Salvini). A dir la verità sul terreno delle performance imbarazzanti certamente Bernardo mostra di avere una marcia in più anche rispetto a Michetti. 

Per quello che ricordiamo la sua chat sui soldi non ha precedenti storici. In questo caso lo spettacolo offerto dal centrodestra anche nelle repliche del gruppo dirigente in una città come Milano francamente appartengono al filone del burlesque. Può darsi che Bernardo con questa ultima performance sia riuscito a recuperare l’elettorato milanese amante di questo tipo di spettacoli, ma non sappiamo se i cultori del burlesque sono in numero tale da recuperare il distacco di circa 10 punti finora registrati dai sondaggi. A Roma le cose sono meno clamorose. Ma quello che è evidente è che Michetti finora non ha sfondato. E si sta presentando in un modo così dimesso che è molto difficile che egli, qualora arrivi al ballottaggio, riesca a recuperare una parte significativa dei voti presi da Calenda e dalla Raggi. 

Sulla base di queste oggettive considerazioni, non vogliamo credere ai complottisti secondo i quali c’è un obiettivo machiavellico nel perdere seccamente a Milano, a Roma e a Napoli.  

In sostanza allo stato il centrosinistra appare in vantaggio perché sta riuscendo a fare meno autoreti del centrodestra, non perché brilli in modo straordinario di luce propria. Ciò non toglie però che l’area di centrosinistra sta mettendo in evidenza un punto debole di non piccolo rilievo che riguarda la posizione di Landini segretario della Cgil sul green pass.

Sul tema Landini, se Dio vuole, ha una posizione peggiore di quella di Salvini. Al segretario della Cgil che, con una demagogia leggermente disgustosa, richiede i tamponi gratis per non penalizzare – dice lui – il diritto al lavoro giustamente Orlando ha risposto che i vaccini sono gratis per tutti. Purtroppo Landini non vuole fare i conti con gli operai no vax e affrontare una battaglia a viso aperto sostenendo con essi la scelta dei vaccini per garantire tutti in fabbrica, anche i loro compagni di lavoro. Nel passato segretari della Cgil sono stati personaggi come Di Vittorio, Novella, Santi, Lama, Trentin e lo stesso Vittorio Foa. La decadenza sul terreno culturale e del coraggio politico è incontestabile.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia