• Mer. Ott 27th, 2021

Red Viper News

L'aggregatore di notizie di Red VIper

“Un amore”, finalmente in Italia l’acclamato romanzo di Sara Mesa

DiRed Viper News Manager

Set 17, 2021

La spagnola Sara Mesa non è nuova a premi e successi editoriali. Con Cuatro por cuatro è stata finalista al Premio Herralde; Cicatrice le ha regalato il premio El Ojo Crítico de Narrativa ed è stato segnalato tra i libri dell’anno da El País e El Mundo. Il suo ultimo romanzo, Un amore, uscito in Spagna nel 2020, acclamato dalla critica, vincitore del premio dei librai spagnoli Las Librerías Recomiendam, è in corso di traduzione in numerosi paesi ed arrivato in Italia il 9 settembre (La nuova frontiera, pp. 192, euro 16.50).

«Ti sistemo il tetto e in cambio mi lasci entrare un poco dentro di te», questa la proposta che dà inizio alla relazione tra Nat e il tedesco, così lo chiamano gli abitanti di La Escapa, anche se il suo nome è Andreas e la madre era curda. D’altronde quasi tutti hanno un soprannome, spesso a loro insaputa. Poi c’è chi un nome non ce l’ha, forse perché è talmente infimo da non meritarlo. Nat dalla città si è trasferita nella Spagna rurale di La Escapa perché lì un alloggio costa meno. Un cambiamento che cela la fuga. Ha sbagliato, l’hanno scoperta e perdonata, non poteva accettarlo però, ciò l’avrebbe resa ricattabile, vulnerabile. La casa è mal messa, il proprietario arrogante violento e gretto; anche quando le regala un cane sembra in realtà che se ne stia sbarazzando. E la bestiola è diffidente e solitaria, tanto che Nat la battezza Fiele.

La nuova arrivata crea un piccolo giardino, conquista la fiducia di Fiele e si infiltra all’interno della comunità. Diviene amica di Pitèr, l’hippie; parla con la ragazza della bottega che sguazza tra dicerie e indiscrezioni; conosce i suoi vicini; compra le verdure dal silenzioso tedesco che un giorno, constatando la situazione disastrosa del tetto, le propone lo scambio. Nat non sa perché, forse per la delicatezza e il modo rispettoso col quale ha proferito la frase, forse per la tenerezza del non riuscire a sostenerne lo sguardo, forse per la mancanza di insistenza, eppure trascorsi pochi giorni si ritrova a bussare alla sua porta. Da quel primo incontro una relazione infuocata, strabordante di passione, che però si spegne a suon di non detto, incomprensioni e percezioni discordanti. Nat preda dell’insicurezza scorge giovanissime rivali ovunque e quella per Andreas diviene un’ossessione. Una relazione, la loro, che non sfugge alla comunità giudicante e malevola della quale Nat si è illusa di far parte.

La donna, per colpa di un’infausta circostanza della quale Fiele è protagonista, scopre che lei, proprio come Joaquín e Roberta, uno mezzo cieco l’altra considerata matta, è sempre e solo stata una crepa nella comunità, non l’hanno mai realmente accolta perché anomala e difettosa. Lo stesso Andreas lo sottolinea: «Qui ci muoviamo secondo altre regole. E tu non le capisci», ma in soccorso di Nat giunge inattesa l’assoluzione di Roberta, l’anziana reputata da molti una strega: «Qui, in questo posto, nessuno capisce nessuno. Non vedi che qui non è nato nessuno? Vengono tutti da fuori. Ognuno parla una lingua diversa».

In quest’opera intensa, intrisa di disagio, lo stile e la parola si spogliano di orpelli e sovrastrutture, malgrado ciò quello che ne deriva è un dedalo confuso, un susseguirsi di incomprensioni. La vita scorre come un fiume che all’improvviso si fa denso e ti si attacca addosso. Un liquido torbido permea col suo puzzo stantio tra le carni, facendoti temere che sarà impossibile ripulirti. Un amore indaga i rapporti, fruga tra le paure e i sospetti che avvelenano la relazione con l’alterità, col diverso e qualsiasi cosa scalfisca l’equilibrio ingannevole nel quale ci difendiamo.

Una rincorsa continua per dissimulare, durante la quale non si può far a meno di scoprire che quello che credevamo di aver compreso era solo una bugia. Facce bifronti, accadimenti polisemantici, atteggiamenti criptici e incoerenti, e alla base di tutto questo il linguaggio come forma di esclusione e differenza. Guardare senza vedere, ascoltare senza comprendere, parlare solo per infrangere il silenzio. Quello della Mesa è un libro che spinge a interrogarsi, che mina certezze e dona altri occhi, un testo che non fornisce risposte e riempie di dubbi.

L’articolo “Un amore”, finalmente in Italia l’acclamato romanzo di Sara Mesa proviene da Il Riformista.