• Mar. Dic 7th, 2021

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Quel filo invisibile tra Sabatini, Caironi e Contrafatto. Le ragazze che fecero l’impresa

Storica tripletta azzurra nella finale dei 100 metri femminili categoria T63: oro ad Ambra Sabatini. Argento a Martina Caironi. Bronzo a Monica Graziana Contrafatto. ANSA/Bizzi/CIP

È la ciliegina sulla torta già ricchissima della spedizione azzurra alle Paralimpiadi di Tokyo 2020, giunta a quota 69 medaglie. Il podio dei 100 metri femminili categoria T63 (atleti che competono con protesi a un arto) è tutto tricolore. Nella gara regina dell’atletica, sono tre Azzurre a mostrare muscoli e sorriso e a segnare un risultato storico: oro, argento e bronzo in casa Italia.

Ambra Sabatini, 19enne originaria di Livorno e residente a Porto Ercole, che con 14″11 ha anche realizzato il record del mondo. A strapparglielo era stata nelle qualificazioni Martina Caironi, 31enne originaria di Alzano Lombardo (Bergamo) e residente a Bologna (14″46), medaglia d’argento. Terza e medaglia di bronzo Monica Contrafatto, 40enne originaria di Gela (Caltanissetta) e residente a Roma. Sul tetto del mondo con la loro straordinaria classe e con la capacità di reagire ai traumi che ti cambiano la vita, indirizzandola su un nuovo binario.

“La vita è una figata pazzesca!”, disse il padre di Bebe Vio a sua figlia quando a seguito dell’amputazione degli arti, pensò per un momento di farla finita. E lo stesso devono aver pensato Ambra Sabatini e Martina Caironi quando, ad appena 17 anni, hanno perso una gamba a causa di incidenti stradali in motorino. Questo il destino che le accomuna. È il 5 giugno 2019 quando Ambra Sabatini, all’età di 17 anni, è vittima di un incidente: un auto proveniente dal senso opposto di marcia la travolge mentre è in scooter con il padre che la sta accompagnando a un allenamento di atletica. Nell’impatto la gamba sinistra di Ambra ha la peggio, all’Ospedale Careggi di Firenze le viene amputata fin sopra il ginocchio. 

Ha una storia altrettanto drammatica, ma più lontana nel tempo, Martina Caironi. “La variabile x, la svolta nella mia vita, è avvenuta la notte tra l’1 e il 2 novembre del 2007, quando stavo tornando da una festa in motorino e sono stata investita da una macchina, che mi ha schiacciato la gamba sinistra, a cui è seguita l’amputazione a livello del ginocchio sinistro”, racconta, invece, l’argento di Tokyo 2020 a memeoriaparalimpica.it. “Da quel momento è iniziata una nuova parte della mia vita, una nuova sfida, un nuovo fisico, anche se in realtà la “Marti” era sempre la stessa”. La svolta verso la carriera di atleta arriva per Martina dall’incontro con Oscar Pistorius: “Mi sono molto ispirata alla sua storia, perché ho visto in lui una normalità, una vita bella e anzi eccezionale nella normalità – diciamo – ed era proprio quello che avrei voluto io”. Lavoro di passione (“che non è il fisico, ma il cuore che la manda”) che porta Martina fino al gradino più alto del mondo sui 100 metri alla Paralimpiade di Londra 2012.

Proprio a questa vittoria si aggancia la carriera di Monica Graziana Contrafatto, La sua è la storia di un incidente sul lavoro, e il suo lavoro era la missione militare in Afghanistan. Monica viene gravemente ferita il 24 marzo 2012 in un attacco a una base italiana in Gulistan. Le amputano la gamba destra, devono intervenire anche sull’intestino e su una mano. Durante la convalescenza, vede il coraggio, la forza, la grinta di Martina Caironi e decide di iniziare a correre. 

Destini che si incrociano, in una sorta di filo invisibile, nei momenti più bui, che oggi risplende nelle vittorie. E l’abbraccio, la festa incontenibile in pista, le foto di queste ragazze sul podio della gara regina è il risultato più bello, anche metaforico. “Alle donne voglio mandare un messaggio”, scrive oggi Martina sull’Osservatore romano, “a loro voglio dire di non chiudersi e di uscire, perché fuori ci possono essere tanti aiuti. Io sono una donna con disabilità e, guardatemi bene, vi sembro debole? No, non lo sono! Io sono il segno che bisogna sempre reagire. Che meraviglia quando è arrivato il momento attesissimo”. C’è altro da aggiungere?

Articolo proveniente da Huffington Post Italia