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Terrore in Nuova Zelanda, accoltella i clienti in un supermercato: “Lupo solitario ispirato all’Isis”

Almeno sei feriti, tre in gravi condizioni. E un morto: l’attentatore, che si sarebbe ispirato al sedicente Stato Islamico secondo le prime ricostruzioni che emergono da New Lynn, in Nuova Zelanda. L’attacco in un sobborgo di Auckland, venerdì pomeriggio, nel centro commerciale LynnMall, a colpi di coltello. A dare i dettagli sull’azione la prima ministra neozelandese, Jacinda Ardern, che ha parlato di un’azione terroristica ispirato al gruppo fondamentalista islamico.

L’uomo, ucciso a colpi di arma da fuoco dalle forze dell’ordine intervenute sul posto, era sotto osservazione per via delle sue idee estremiste. Ardern lo ha definito come un “lupo solitario ispirato dallo Stato Islamico”. Era un cittadino dello Sri Lanka, arrivato in Nuova Zelanda dieci anni fa, nel 2011. Avrebbe preso, secondo le prime ricostruzioni, il coltello nello stesso supermercato dell’attacco. L’operazione della polizia è stata tempestiva: l’attacco è durato in tutto circa un minuto.

Ardern non ha rivelato l’identità dell’uomo. Ha specificato che per legge non poteva essere tenuto in prigione. Era monitorato “24 ore su 24” tanto che poi è stato eliminato “a meno di sessanta secondi dall’inizio dell’attacco”. Il capo della polizia, Andrew Coster, ha riferito che l’uomo era controllato da “squadre di sorveglianza e da una squadra tattica” mentre viaggiava da casa sua a Glen Eden a New Lynn. Circola sul web in queste ore il video girato da un passante, presumibilmente un cliente, dal quale si intende il panico nel supermercato e nel quale si sente l’esplosione di dieci spari.

Auckland è al momento in lockdown: la Nuova Zelanda aveva esteso le chiusure fino al 31 agosto, ma nella città nel nord dell’isola, epicentro delle nuove infezioni da covid-19 emerse il mese scorso, era stato disposto per almeno altre due settimane. Le restrizioni hanno presumibilmente ridotto la presenza dei clienti nel supermercato e quindi la portata della strage. I confini del Paese resteranno chiusi almeno fino alla fine del 2021. Dall’inizio del 2022 sarà avviato un sistema basato su tre livelli di rischio.

Torna l’incubo del terrorismo in Nuova Zelanda. Poco più di due anni fa, nel marzo 2019, la strage in due moschee di Christchurch in Nuova Zelanda con 51 morti. Brenton Tarrant l’autore dell’attacco: 28 anni, originario dello Stato di New South Wales, sulla costa orientale. Utilizzò cinque armi, compreso un fucile semiautomatico e pistole, e riprese tutto l’attentato in diretta streaming, pubblicato il video su Facebook, per 17 minuti. Una strage che sconvolse tutto il mondo. L’attentatore rivendicò l’attacco con argomentazioni anti-immigrati e disse di essersi ispirato al terrorista islamofobo di estrema destra norvegese Anders Breivik, colpevole della strage di Utoya nel 2011, quando uccise 77 persone. Tarrant, 29enne, è stato condannato all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale nell’agosto 2020. Sono comunque molto rari simili episodi di cronaca in Nuova Zelanda, dove nel decennio tra il 2007 e il 2017, si è registrata una media di 3,5 sparatorie mortali all’anno.

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