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Il figlio vuole il vaccino, il padre lo nega. Il Tribunale: “Basta anche solo il sì della mamma”

Covid 19 vaccination

Il Tribunale di Monza ha autorizzato la vaccinazione Covid-19 di un ragazzo di 15 anni, seppur uno dei suoi genitori fosse contrario. La decisione dei giudici, come si legge sul decreto, risale allo scorso luglio, dopo che la mamma e il papà si sono dati battaglia in Tribunale per ottenere una decisione.

II quindicenne, a quanto emerso, per poter tornare a praticare sport liberamente, ha espresso la volontà di sottoporsi alla vaccinazione e, dopo aver ottenuto il placet della mamma con la quale vive in Brianza e quello del padre, che alla ex moglie aveva dato il suo consenso verbale, avrebbe dovuto vaccinarsi lo scorso 29 giugno. Quando però il genitore si è trovato nella condizione di firmare la liberatoria, ha rifiutato adducendo come motivazione la poca probabilità di contrarre il virus rispetto al rischio di sottoporsi alla vaccinazione. Tra i due coniugi è scattata la battaglia legale, dalla quale è uscita vittoriosa la mamma.
Secondo i giudici infatti, il padre dell’adolescente ha “senza tener conto della volontà del figlio ormai quindicenne, ha posto un veto ingiustificato ad un atto medico che, seppur non obbligatorio, viene ritenuto dalle autorità sanitarie e dalla comunità scientifica privo di controindicazioni, necessario non solamente per il singolo ma anche per tenere sotto controllo la pandemia”.

Il Tribunale, seppur non potendosi sostituire al genitore nel merito della decisione sulla somministrazione di un vaccino ad un minore, ha quindi richiesto la valutazione dei rischi al pediatra che ha in cura il quindicenne, per poi decretare che nel rispetto della sua volontà, in assenza di rischi e per la salvaguardia della collettività, il quindicenne si possa vaccinare anche con il solo consenso della madre.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia