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Green pass per lavorare, il piano del governo: obbligatorio per ristoranti e palestre, poi per la PA

Contro la pandemia il Governo punta su due obblighi: i vaccini e il green pass. Soprattutto il secondo che ha già scatenato numerose polemiche nel mondo politico e tra i comuni cittadini. È già obbligatorio in numerosi luoghi al chiuso come ristoranti, bar, palestre sale per gli spettacoli, e dal primo settembre anche su treni, aerei e navi.

Già martedì 14 settembre potrebbe esserci la cabina di regia che potrebbe estendere l’obbligo di green pass ai lavoratori degli stessi settori e ai dipendenti delle aziende pubbliche e private. Draghi durante la conferenza stampa ha sottolineato che l’orientamento dell’esecutivo è di estendere il green pass ma “per decidere quali passi, quali settori, ci sarà una cabina di regia come per altro è stato chiesto dal senatore Salvini”.

“L’applicazione del green pass – ha rimarcato Draghi – mi pare stia andando bene. Sui trasporti ci saranno sempre dei casi di foto di mezzi pieni, ma in generale la preparazione è stata ben fatta”. Ma per estenderlo bisognerà passare per la contrattazione con i sindacati, soprattutto per quanto riguarda il pubblico impiego. Probabilmente il governo procederà in scaglioni, come già fatto fin ora: l’obiettivo è quello di avere una bozza su cui discutere entro metà settembre e vagliare un nuovo calendario di entrata in vigore dei nuovi obblighi da ottobre. Il Parlamento sta esaminando il decreto approvato il 6 agosto la conversione in legge e dunque non è escluso che alcune norme possano essere inserite in quel testo.

Il ministro della Salute Roberto Speranza è favorevole e lo ha chiaramente detto più volte, il responsabile della Pubblica amministrazione Renato Brunetta si è espresso in maniera inequivocabile sull’opportunità di imporre l’obbligo vaccinale ai dipendenti pubblici, rimarcando anche la volontà che si torni al più presto in presenza. Il confronto con i sindacati è stato avviato e sarà intensificato nei prossimi giorni proprio per giungere a una soluzione condivisa.

Una strada analoga dovrà essere percorsa per il settore privato. Molte aziende hanno aperto all’interno hub vaccinali o comunque agevolato l’immunizzazione dei dipendenti. Tutti i partiti, ad eccezione della Lega, sono favorevoli ed è netta la posizione del presidente di Confindustria Carlo Bonomi che tre giorni fa ha accusato di “irresponsabilità” i sindacati che chiedono una legge per il green pass. Il segretario della Cgil Maurizio Landini ha però ribadito ieri che “non si può usare il green pass come grimaldello perché tutti si vaccinino”.

La base di partenza rimane il decreto in vigore che non ha imposto alcun obbligo per i lavoratori — ad eccezione del personale scolastico in aggiunta a quello sanitario — ma consente l’ingresso nelle mense aziendali soltanto a chi ha il green pass. Una norma varata equiparandole a bar e ristoranti.

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