• Ven. Ott 22nd, 2021

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Sul futuro dei mutui le incognite di inflazione e tapering

AGI – Inflazione e tapering. Queste le due incognite che potrebbero portare al rialzo dei tassi di interesse che, determinerebbe un aumento a sua volta di quelli relativi ai nuovi mutui e a quelli legati a un tasso variabile. Oggi, secondo la Bce, sono ai minimi storici, ma nei prossimi mesi lo scenario potrebbe cambiare.

L’avvio del tapering entro la fine del 2021 è “appropriato”

Entro la fine del 2021, come detto dal governatore della Fed Jerome Powell, sarebbe “appropriato” l’inizio del processo di riduzione degli acquisti di asset dal 2021 (il cosiddetto tapering), ma ciò “non è da intendere come un diretto segnale sulla tempistica di un aumento dei tassi di interesse”. “La tempistica e il ritmo dell’imminente riduzione degli acquisti di asset non intende fornire un segnale diretto per quanto riguarda la tempistica del rialzo dei tassi di interesse, per la quale abbiamo articolato un test diverso e sostanzialmente più rigoroso”, ha assicurato Powell.

La crescuta dell’inflazione

L’inflazione cresce e si teme un inasprimento della politica monetaria Ue. Intanto l’inflazione sale e tocca livelli record che non si vedevano da anni, quella statunitense viaggia alla velocità del 5,4% annuo, la più alta da 13 anni. Al top anche in Italia dove si attesta al +2,1%, era dal 2013 che non si registrava uno scatto in avanti così rilevante. L’inflazione dell’Eurozona è schizzata ai massimi in dieci anni: i prezzi al consumo sono aumentati del 3% annuo ad agosto. I prezzi corrono e c’è chi teme che la Banca centrale europea possa inasprire prima del previsto la politica monetaria. Il focus quindi si sposta sulle prossime mosse della Bce, dopo che  Jens Weidmann, il capo della Bundesbank, ha avvertito che predominano i rischi al rialzo per le prospettive dei prezzi e ha parlato di un ridimensionamento degli stimoli per l’area euro. 

Verso un aumento dei tassi a fine 2022

“Questa è una fase lunga e straordinaria di basso costo del denaro. In tutta la storia della lira, mai si sono avuti tassi d’interesse così infimi. La Banca Centrale Europea vorrebbe mantenerli tali. Ci sono tendenze di mercato che, probabilmente, determineranno un rialzo, anche se non immediato”, aveva dichiarato in una intervista giorni fa il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli. Secondo Raphael Bostic, presidente della Fed di Atlanta, l’aumento dei tassi di interesse è un “processo diverso” dal tapering e bisognerà aspettarsi che il primo aumento dei tassi possa avvenire “alla fine del 2022”.

In italia crescono richieste mutui e surroghe

Secondo quanto emerge dalla Bussola CRIF-MutuiSupermarket del secondo trimestre 2021 “il progressivo rientro dell’emergenza sanitaria, tassi di interessi e prezzi al metro quadro degli immobili sempre prossimi a minimi storici degli ultimi anni, interventi a sostegno dei giovani e delle famiglie oltre a un clima di crescente fiducia, stimolano una solida e convincente ripresa del mercato dei mutui nella prima parte dell’anno“. Nel primo semestre del corrente anno, le richieste di mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane hanno fatto segnare un incremento del +20,6% rispetto al corrispondente periodo del 2020 (nonostante una contrazione del -4,4% registrata a giugno). I volumi complessivi di domanda risultano più alti non solo rispetto al 2020 – quando la prima parte dell’anno era stata fortemente condizionata dal lockdown totale conseguente lo scoppio della pandemia – ma anche rispetto agli anni precedenti, a conferma di una ripartenza del mercato dei mutui che appare destinata a non esaurirsi nel breve.

Un importo medio di 138mila euro

Sempre stando ai dati della Bussola mutui Crif – MutuiSupermarket, nonostante i nuovi flussi erogati nel primo trimestre 2020 fossero stati impattati negativamente dal lockdown attuato dal governo per fermare l’epidemia di Covid-19, la dinamica si è consolidata nei trimestri successivi tanto che l’analisi storica evidenzia come il primo trimestre 2021 mostri il valore di erogato più alto degli ultimi 15 anni. Osservando l’importo medio richiesto dei mutui da parte di privati e famiglie, i primi sei mesi dell’anno si caratterizzano per un costante aumento dell’importo medio richiesto, che nel secondo trimestre 2021 si attesta a 138.796 euro, il valore in assoluto più elevato degli ultimi 10 anni. La ripartenza del mercato dei mutui durante la prima parte dell’anno è trainata in maniera decisa dalla forte ripresa della domanda di mutui con finalità acquisto casa: questa passa dal 40% del totale erogato sul canale online nel quarto trimestre 2020 al 44% del primo trimestre 2021 e, infine, al 56% del secondo trimestre 2021.

Articolo proveniente da AGI – Agenzia Giornalistica Italia