• Mer. Ott 27th, 2021

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La guerra dei microchip, anche Google (dopo Apple) produrrà i propri

5G central processing unit and circuit board rendering

Google sta iniziando a produrre in proprio i microchip per i suoi notebook e PC tablet e secondo quanto riportato da Nikkei Asia potrebbe essere pronta al lancio dei nuovi processori già nel 2023. 

In un periodo storico segnato dalla carestia dei semiconduttori, i materiali speciali che si utilizzano per realizzare le componenti di base dei chip, la gara alla produzione “in casa” è già iniziata da diversi anni. Anzi, il colosso americano ha rivelato di essersi ispirato al successo ottenuto da Apple nella produzione, e conseguente sostituzione, dei propri microchip all’interno dei Mac.

Una gara tra giganti, perché la crisi dei semiconduttori non riguarda i materiali in senso fisico-chimico, il problema infatti non è trovarli o estrarli, ma trasformarli. Questo è un processo complesso, lungo e molto costoso, diventato ormai un elemento chiave per la competitività dei principali player tech. 

Amazon, Facebook, Microsoft, Tesla, Baidu e Alibaba Group Holding sono tutti in corsa per costruire i propri semiconduttori per alimentare i loro servizi cloud e prodotti elettronici.

Le nuove CPU e i processori mobili che Google sta sviluppando sono basati sui progetti di chip di Arm, la società britannica controllata da Softbank, che possiede più del 90% dei dispositivi mobili del mondo.

Google sta anche aumentando i suoi sforzi per costruire processori mobili per smartphone Pixel e altri dispositivi, dopo aver annunciato che userà i suoi propri chip per la prima volta nella prossima serie Pixel 6.

La società ha grandi speranze per la gamma Pixel 6 e ha chiesto il 50% in più di risorse per la produzione di telefoni rispetto al 2019. Google ha spedito più di 7 milioni di telefoni Pixel nel 2019, la sua cifra più alta di sempre, ma solo 3,7 milioni l’anno successivo mentre il coronavirus devastava il mondo.

Google ha dichiarato che vede il potenziale per enormi opportunità di crescita nel mercato globale, perché è l’unico produttore di smartphone statunitense che costruisce telefoni utilizzando il sistema operativo Android.

Sullo sviluppo in proprio dei chip, alcuni esperti hanno già commentato che la mossa di Google è sì strategica, ma non senza sfide. “Abbiamo scoperto che tutti i titani della tecnologia si stanno muovendo per costruire chip personalizzati, in questo modo programmano chip che soddisfano le loro esigenze specifiche”, ha spiegato a Nikkei Asia Eric Tseng, analista capo di Isaiah Research, istituto di ricerca nel settore tech con base a Taipei. “Queste aziende tecnologiche inoltre potrebbero riuscire a offrire servizi o tecnologie uniche, senza essere limitate dai loro fornitori”. La costruzione di chip richiede investimenti massicci e impegni a lungo termine e secondo Tseng i nuovi attori tecnologici dovranno anche lottare con gli attuali sviluppatori, come per esempio Intel, Nvidia e Qualcomm. 

Peter Hanbury, partner della società di consulenza Bain & Co., ha aggiunto che il costo di progettazione di un chip all’avanguardia oggi è di circa 500 milioni di dollari, rispetto a circa 50 milioni di dollari per sviluppare un chip utilizzando tecnologie di produzione più mature. “Non sono in molti ad avere le competenze o le risorse finanziarie per progettare i propri chip, sarà quindi una gara tra grandissimi”. 

 

Articolo proveniente da Huffington Post Italia