• Dom. Ott 24th, 2021

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La banalità dei controlli del Green Pass

Basta andare al cinema o al ristorante per capire quanto è facile controllare il Green Pass. In queste settimane non sono mancate le polemiche da parte di chi teme disagi organizzativi durante i controlli, come code, assembramenti o disfunzioni nei sistemi di verifica tramite l’applicazione. Non dimentichiamo chi diceva: “Gli esercenti non possono sostituirsi alle forze di polizia”. E tutte le polemiche sul Green Pass come elemento discriminatorio, che crea scompensi e disordini sociali del tutto inutili.

Fuori dal cinema Greenwich di Roma la situazione è tranquilla e non ci sono file. Un’addetta all’ingresso controlla i codici con l’applicazione del telefonino, e in pochi secondi legge tutti i certificati. Certamente la precisione dipende dalla qualità della fotocamera dello smartphone ma, a meno di non avere dispositivi molto datati, la lettura è sempre veloce e accurata. 

A quasi un mese dal debutto del Green Pass, che dal 6 agosto è diventato obbligatorio per una serie di attività, l’app “VerificaC19” funziona in verità molto bene. 

“L’applicazione l’abbiamo scaricata facilmente e non abbiamo avuto casi di assembramento”, spiega un’addetta del cinema. Se la lettura richiede meno di un secondo, più lunghi sono i tempi per esibire il Green Pass e il documento di riconoscimento. “I pochi problemi che abbiamo riscontrato non sono legati all’applicazione o al suo utilizzo, ma alla confusione che ancora c’è su cosa debba essere mostrato durante il controllo. Non tutti i clienti hanno il pass pronto da mostrare. Alcuni non lo trovano e lo devono cercare sul cellulare, e per questo si devono fermare facendo attendere gli altri clienti. Oppure c’è chi mostra un tampone scaduto. Ma è normale, è una situazione nuova per tutti. E se questa soluzione ci permette di andare avanti e riconquistare le nostre vite, perché no? Io non vedo alternativa”. 

Dello stesso parere è Stefano Tamburrini, proprietario e gestore del ristorante “L’invito” di Formello, noto soprattutto per ospitare spesso i giocatori della squadra di calcio della Lazio, che si allenano in un vicino campo sportivo. “Non è un disturbo richiedere e controllare il Green Pass. La mia attività non ha mai subìto rallentamenti per questo, perché ci vogliono pochi secondi. Scarichi l’app, il cliente mostra il certificato e appare subito la validità. Basta inquadrare il codice con il telefono, anche senza essere molto precisi, per ottenere subito la risposta. L’app funziona benissimo”. 

Per poter verificare la validità del certificato, in Italia, viene usata l’applicazione chiamata VerificaC19, che consente di controllare la certificazione verde e le generalità della persona a cui è intestata, attraverso la lettura del codice qr riportato sul documento

“Abbiamo fatto controllare il pass diverse volte, in diverse strutture, e non ci sono mai state code o assembramenti durante i controlli, né malfunzionamenti dell’app”, raccontano alcuni spettatori all’ingresso del cinema. “Io vado spesso al cinema, a teatro, nei musei, quindi per me è stato necessario fare il Green Pass, altrimenti le mie passioni sarebbero state troppo limitate – dice un signore appena uscito dalla sala – finora ho usato il certificato in una decina di occasioni. Sono stato in vacanza a Venezia, ho frequentato ristoranti al chiuso. Non ho mai avuto problemi con i controlli. La prima volta che sono tornato al cinema avevo una decina di persone davanti a me, e avevo paura di dover attendere molto tempo per i controlli. Invece la fila è stata molto scorrevole”.

Oltre al personale addetto in cinema, ristoranti e bar, il possesso e la veridicità del Green Pass possono essere controllati dalle forze dell’ordine e dai pubblici ufficiali nell’esercizio delle proprie funzioni. Negli eventi, il personale addetto al controllo della sicurezza e i proprietari delle strutture nelle quali si svolgono gli spettacoli. Durante i viaggi, il personale delle compagnie aeree, marittime o dei trasporti.

“La prima volta che ho usato il Green Pass, non veniva riconosciuto – spiega una signora – ma poi ho capito che c’era stato un errore di stampa. Il codice non veniva riconosciuto perché non era stato stampato bene. C’era un errore nella grafica. Ma risolto questo problema, è andato tutto bene”. 

 

 

Articolo proveniente da Huffington Post Italia