• Mar. Ott 26th, 2021

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Il Tar del Lazio: “Giusto sospendere i docenti che non hanno il green pass”

School teacher man wearing protective face mask writing on white blackboard while teaching mathematic in a high school classroom in COVID-19 outbreak at reopen schools after coronavirus quarantine and lockdown

Il Tar Lazio con i decreti monocratici nn.4531/2021 e 4532/2021 depositati oggi ha respinto le istanze dei ricorrenti che chiedevano di sospendere tutti i provvedimenti adottati dal Ministero dell’Istruzione con cui è stata stabilita la disciplina in materia di possesso di certificazione anti-covid del personale scolastico.

In caso di mancato possesso del Green pass, “l’automatica sospensione dal lavoro e dalla retribuzione e la mancata adibizione del personale scolastico ad altre e diverse mansioni è correttamente e razionalmente giustificabile alla luce della tipicità delle mansioni del personale scolastico, specie di quello docente”,  afferma il Tar del Lazio nei decreti con i quali viene respinta l’istanza di sospensiva dei provvedimenti adottati dal ministero dell’Istruzione in materia di ‘certificazione verde’.

In particolare, si legge ancora nei decreti, “relativamente alla prospettata illegittimità degli impugnati provvedimenti nella parte in cui stabiliscono che i dipendenti privi di Green pass qualora non si procurino il documento perdono anche il trattamento retributivo anche per le prestazioni espletate prima della sospensione, il danno prospettato è meramente patrimoniale e ristorabile integramente e, pertanto, certamente non può configurare quella situazione di estrema gravità ed urgenza tale da giustificare la sospensione per tale aspetto dei gravati provvedimenti”.

 La presentazione di un test molecolare o antigenico “in sostituzione del certificato comprovante l’avvenuta gratuita vaccinazione costituisce una facoltà rispettosa del diritto del docente a non sottoporsi a vaccinazione ed è stata prevista nell’esclusivo interesse di quest’ultimo, e, conseguentemente, ad una sommaria delibazione, non appare irrazionale che il costo del tampone venga a gravare sul docente che voglia beneficiare di tale alternativa”.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia