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Draghi vede Macron e sferza l’Ue, “accolga i rifugiati”

02/09/2021 - 19:27:31 Prime Minister, Mario Draghi during a press conference at the end of a Cabinet meeting that addressed rules for the use of Green Pass against the spread of Covid-19, Rome 2 September, 2021. ANSA/FABIO FRUSTACI/POOL

L’Afghanistan, il possibile G20 straordinario proposto dall’Italia ma anche – e forse soprattutto – il ruolo a cui è chiamata l’Ue di fronte alla crisi del Paese tornato sotto il dominio dei Talebani. Il piatto forte della cena tra Mario Draghi e Emmanuel Macron, al ristorante Le petit Nice di Marsiglia con vista sul mare, è innanzitutto questo. E il premier italiano, prima di volare Oltralpe, recapita parole durissime a Bruxelles sulla gestione della crisi umanitaria afghana: “Ha dimostrato la povertà dell’Ue sulle migrazioni. L’Europa, unita da tanti principi, non riesce ad affrontare il problema e questa è una spina nell’esistenza stessa dell’Unione”, è il j’accuse del presidente del Consiglio.

A Marsiglia, sul tema umanitario, Draghi trova Macron sulla stessa linea. Di fronte alla crisi afghana e al possibile arrivo di centinaia di migliaia di profughi, l’Europa si è mossa in ordine sparso. Austria, Danimarca e Repubblica Ceca, per fare un esempio, hanno chiuso le porte fin da subito, invitando gli afghani a restarsene a casa loro. “Io mi chiedo come si possa dire davanti ad una tragedia immane come questa, sin dal primo giorno, ‘noi non vogliamo i rifugiati’. Ma come si fa?”, è l’affondo di Draghi, che parla nel giorno in cui il Cdm dirotta 120 milioni di euro dal sostegno ai militari afghani alla modulazione del sistema di accoglienza per chi è fuggito da Kabul: “Per loro ci sarà un percorso speciale e subito lo status di rifugiati”, spiega Draghi in conferenza stampa, assicurando che tutti i migranti in arrivo in Italia “saranno vaccinati”.

Con Macron il premier affronta anche il delicato coté diplomatico che attornia la crisi afghana. Su un G20 straordinario Roma insiste e vede spiragli. In mattinata il Cremlino assicura che, se il vertice sarà organizzato, Vladimir Putin vi parteciperà. Ma, osserva Mosca, “prima di organizzarlo ci deve essere chiarezza sulla posizione di tutti gli altri”.

Martedì prossimo, invece, è previsto l’atteso colloquio tra Draghi e il presidente cinese Xi Jinping. E se anche Pechino dicesse sì a un G20 straordinario da tenersi prima di quello già convocato per il 30 ottobre in presenza a Roma, per il presidente Usa Joe Biden il cerchio si stringerebbe. Certo, governo e diplomazia italiana sono consapevoli che occorre muoversi con estrema prudenza. E l’eventuale vertice potrebbe tenersi solo dopo l’Assemblea Generale dell’Onu, prevista a fine settembre. “Vedremo cosa succede a New York, non è ancora il momento in cui si hanno strategie chiare ma io continuo a pensare che il G20 si farà”, spiega il capo del governo.

La cena con Macron – a poche ore dal compleanno di Draghi – è però a tutto tondo. Sul tavolo figurano anche il dossier Libia e il rafforzamento dei rapporti bilaterali, seguendo la traccia del Trattato del Quirinale che si punta a firmare entro l’anno.

Nel frattempo Roma avvia la prima missione diplomatica strettamente connessa alla crisi afghana. Nelle prossime ore il ministro degli Esteri Luigi Di Maio si recherà in Uzbekistan, Tagikistan, Qatar e Pakistan. L’obiettivo, spiega la Farnesina, ”è esplorare soluzioni per facilitare, in collaborazione con i Paesi confinanti, l’assistenza umanitaria per afghani rifugiatisi nei Paesi della regione”. E sullo sfondo resta sempre l’ipotesi dei corridoi umanitari.

Nelle relazioni con il nuovo governo afghano l’Italia mostra invece estrema prudenza. E ai Talebani che chiedono a Roma di riconoscere il loro esecutivo e riaprire l’ambasciata a Kabul, Di Maio replica con nettezza: “E’ prematuro parlarne. Allo stato attuale non ci sono le condizioni di sicurezza. Abbiamo ancora tutti davanti agli occhi gli ultimi attentati, dove potevano perdere la vita anche i nostri diplomatici e militari presenti a Kabul. E ovviamente – rimarca il titolare della Farnesina – ogni passo in merito a presidi diplomatici in Afghanistan o in altri Paesi andrà fatto in totale sinergia con l’Ue e l’intera comunità internazionale”.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia