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Dentro i numeri. La Grande Coalizione potrebbe servire anche al prossimo giro

Il mese di agosto ci consegna qualche indicazione interessante sugli orientamenti elettorali degli italiani, che ritroviamo grazie ai dati SWG per il Tg de La7 diretto da Enrico Mentana.

Innanzitutto ci arriva un segnale molto chiaro a destra, dove si allarga il solco che separa Giorgia Meloni da Matteo Salvini. Si conferma cioè la capacità di Fratelli d’Italia di lucrare dalla collocazione all’opposizione, mentre la Lega fatica a tenere insieme la posizione di governo con le battaglie del suo leader, Green Pass e immigrazione in testa.

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Cambiando fronte vediamo una navigazione “piatta” del Pd (partito al governo da ormai 10 anni, occorre ricordarlo sempre) e una certa vitalità del M5S, segno che il calo delle tensioni interne e l’arrivo di Giuseppe Conte al vertice stanno facendo bene al movimento (che pure raccoglie la metà dei consensi del 2018).

Tutto sommato però è più interessante osservare le tendenze lungo l’ultimo anno e mezzo, perché da esse possiamo trarre qualche indicazione utile anche per il futuro.

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Qui vediamo infatti che la situazione è molto cambiata dalla primavera dello scorso anno, poiché oggi ci troviamo con quattro soggetti politici tutti compresi tra il 20 e il 16 per cento di consensi. E siccome alle prossime elezioni saranno destinati a fronteggiarsi a due a due (almeno nella campagna elettorale), ecco che si intravede già l’elevata probabilità di un esito in sostanziale equilibrio del voto, complice anche il fatto che il Senato scenderà a 200 membri in totale, con evidenze riduzione delle distanza numerica tra maggioranza e opposizione.

Certo, il centro-destra può contare sui primi due soggetti del gruppo di quattro e anche sul contributo di FI che comunque ha ancora numeri interessanti, quindi ha buone chances di prevalere. Però è difficile immaginare di governare con tre o quattro seggi in più, soprattutto nell’eccezionale stagione (tra COVID e PNRR) che sarà nel pieno dei sui effetti istituzionali ed economici fra 18 mesi. 

Cosa vuole dire tutto ciò? Nulla di definitivo, per carità. Ma certo un accordo di maggioranza “larga” per gestire l’emergenza potrebbe risultare necessario anche nella prossima legislatura.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia