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Covid in cella, il garante Ciambriello lancia l’allarme: “Servono più vaccini”

La pandemia non è finita e il Covid continua a varcare le mura delle carceri. Il garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, invita a non abbassare la guardia. «I casi di Covid-19 sono in aumento nelle carceri italiane, sia tra i detenuti sia tra i poliziotti penitenziari», afferma sulla base dei più recenti dati diffusi dal Ministero della Giustizia. Le statistiche descrivono una situazione ancora gestibile ma sono la spia di un problema che continua a rappresentare una minaccia: meno del 50% dei detenuti è stato vaccinato e i casi di positività si sono verificati anche tra i vaccinati. «Questo significa che il carcere non è affatto un luogo sicuro, ma piuttosto è un luogo altamente a rischio», sottolinea il garante. Di qui l’invito a non abbassare l’attenzione, a rispettare le misure di prevenzione del contagio, ad adottare tutte le iniziative necessarie a contenere il sovraffollamento delle carceri, a prevedere ristori o riduzioni di pena in favore dei detenuti e ad accelerare sul piano di vaccinazioni.

Nei 15 istituti di pena della Campania si contano cinque detenuti positivi al Covid e 14 agenti della polizia penitenziaria. In tutta Italia il numero dei detenuti positivi al Coronavirus sale a 70 su una popolazione carceraria di 52.199 persone, di cui 15 tra i cosiddetti “nuovi giunti”, cioè tra coloro che hanno fatto ingresso in carcere da liberi. Mentre tra gli agenti penitenziari i casi sono 108 su un totale di 36.939 dipendenti. Tra i detenuti positivi, inoltre, 64 sono asintomatici, cinque hanno sintomi e sono curati all’interno degli istituti di pena e uno soltanto è ricoverato in ospedale. Tra i poliziotti 100 sono asintomatici in isolamento domiciliare, sei sono ricoverati in caserma e due in ospedale. Non mancano casi di contagio anche tra chi lavora all’interno degli uffici delle carceri: si contano quattro positivi tra le 4.021 unità del personale dell’amministrazione penitenziaria e sono tutti in isolamento domiciliare. La situazione, quindi, continua a tenere con il fiato sospeso e richiede una grande attenzione da parte di tutti.

«Spero che il Governo quanto prima metta in campo dei ristori e dei provvedimenti in favore dei detenuti, utilizzando il principio ispiratore dell’articolo 35 ter dell’ordinamento penitenziario in base al quale, in condizioni di detenzione tali da violare l’articolo 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, vi è la possibilità, a titolo di risarcimento del danno, di una riduzione della pena detentiva ancora da espiare pari, nella durata, a un giorno per ogni dieci durante il quale il richiedente ha subìto il pregiudizio. Allo stesso modo – spiega il garante Ciambriello – si potrebbe riconoscere ai detenuti una riduzione di pena per le condizioni di detenzione vissute durante la pandemia, senza distinzione tra reati ostativi e non ostativi».

Non è tutto. Dal garante campano dei detenuti arriva anche «un invito gli agenti di polizia penitenziaria affinché si sottopongano al vaccino anti-Covid, poiché i dati sono allarmanti: in tutta Italia e soprattutto in Campania non si è arrivati neanche al 50% degli immunizzati, mentre i reclusi vaccinati toccano l’80%». Infine un appello ai familiari dei detenuti: «Continuate a rispettare le misure di prevenzione del contagio».

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