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Chi è Francesca Picilli, la donna graziata da Mattarella: uccise il fidanzato, ma lui disse che non voleva

Era la notte tra il 4 e il 5 marzo 2012 quando Francesca Picilli, al culmine di una lite colpì con un coltello a serramanico il suo fidanzato, Benedetto Vinci a Sant’Agata di Militello nel Messinese. L’uomo fu subito portato in ospedale. Morì 10 giorni dopo. Francesca Picilli fu condannata a dieci anni e sei mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. Ora il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con la grazia parziale, ha disposto per lei una riduzione della pena di quattro anni.

La vicenda di Francesca Picilli

Francesca aveva 27 anni quando durante una lite con il fidanzato Benedetto lo colpì con un coltello. Un’accesa discussione per futili motivi. Inizialmente il giovane non sembrava fosse grave, tanto che disse alla polizia che la ragazza non aveva alcuna intenzione di ucciderlo. Ricoverato all’ospedale Cervello di Palermo, il giovane venne dimesso. Ma qualche giorno dopo morì. Dopo avere chattato con gli amici su Facebook, si addormentò, senza più svegliarsi.

L’autopsia stabilì che a ucciderlo era stata la coltellata al torace, che aveva provocato un aneurisma dell’arteria con conseguente rottura della stessa. Francesca Picilli, inizialmente fu accusata di omicidio volontario, poi riqualificato in omicidio preterintenzionale. Era stata condannata in primo grado a 18 anni di reclusione, ridotti in appello a 14 anni. La Cassazione, cui si rivolse la difesa della giovane, nel maggio 2018 aveva annullato con rinvio quella condanna.

A novembre 2018, i giudici della Corte di assise di appello di Reggio Calabria concessero a Francesca Picilli le attenuanti generiche e ridussero la pena da 14 anni a 10 anni e 6 mesi di reclusione. Dieci mesi dopo, scattato l’ordine di carcerazione, la donna si è costituita. A Reggio Calabria furono riconosciuti all’imputata le attenuanti generiche, perché la donna, nel corso della lite, non colpì il fidanzato con l’intenzione di ucciderlo.

La grazia parziale

Era in carcere a Bollate dal 16 settembre 2019, oggi Francesca ha 44 anni. Quella terribile vicenda l’ha sicuramente segnata. Mattarella ha deciso di attribuirle la grazia parziale insieme al regista Ambrogio Crespi. La firma dei due decreti per la concessione di grazia parziale è stata comunicata dal Quirinale con una nota: “Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato – ai sensi di quanto previsto dall’art. 87 comma 11 della Costituzione – due decreti con i quali è stata concessa grazia parziale. Le decisioni tengono conto del parere formulato dalla Ministra della Giustizia a conclusione della prescritta istruttoria. In particolare, i condannati nei cui confronti è intervenuta la grazia parziale sono: Ambrogio Luca Crespi, condannato a sei anni di reclusione per il delitto di concorso in associazione di tipo mafioso, per fatti commessi dal 2010 al 2012, per il quale è stata disposta una riduzione della pena di un anno e due mesi; Francesca Picilli, condannata a dieci anni e sei mesi di reclusione per il delitto di omicidio preterintenzionale commesso nel 2012, per la quale è stata disposta una riduzione della pena di quattro anni. Per effetto dei provvedimenti del Capo dello Stato agli interessati rimarrà da espiare una pena non superiore a quattro anni di reclusione, limite che consente al Tribunale di sorveglianza l’applicabilità dell’istituto dell’affidamento in prova al servizio sociale (art. 47 dell’ordinamento penitenziario). Nel valutare le domande di grazia presentate in favore degli interessati, il Presidente della Repubblica ha tenuto conto del positivo comportamento tenuto dai condannati durante la detenzione e della circostanza che il percorso di rieducazione sino ad ora compiuto dai predetti potrebbe utilmente proseguire – qualora la competente Autorità giudiziaria ne ravvisasse i presupposti – con l’applicazione di misure alternative al carcere”.

L’articolo Chi è Francesca Picilli, la donna graziata da Mattarella: uccise il fidanzato, ma lui disse che non voleva proviene da Il Riformista.