• Dom. Ott 24th, 2021

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Perché ogni uscita di un libro di Isaiah Berlin è una festa delle idee

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La buona, anzi l’eccellente notizia è che in questi giorni viene tradotto e pubblicato in Italia un altro libro di Isaiah Berlin: “Karl Marx”, edito da Adelphi. Ogni libro di Isaiah Berlin è una buona, anzi eccellente notizia, anche se in Italia, Paese intriso di cultura anti-liberale, si esulta di rado per libri straordinari come, per citare solo due esempi, “Il legno storto dell’umanità” e “Il riccio e la volpe”.

Berlin ci insegna in ogni suo saggio, tra l’altro scritto con una limpidezza invidiabile, che la storia delle idee è una sequenza entusiasmante di conflitti culturali, di battaglie morali, di visioni del mondo. Ci insegna a non aver paura dello scontro delle idee, perché le idee si rafforzano, diventano più fini e più incisive, se sono costrette all’accesa discussione critica, se si sottopongono alle obiezioni, alle contestazioni, persino alle stroncature: questa è l’essenza della civiltà della discussione delle società liberali che oggi stiamo smarrendo nelle risse da pollaio social e che Berlin ha difeso fino alla fine dei suoi giorni.

Berlin ci ha insegnato che la matrice di ogni totalitarismo sia la pretesa di incarnare la Verità e di rivendicare la propria come l’unica possibilità di risolvere i problemi degli individui e delle società. Ci ha insegnato a diffidare dei programmi politici che vogliono raddrizzare con la forza e la coercizione “il legno storto dell’umanità”, che vogliono imporre un modello di purezza che faccia tabula rasa delle imperfezioni del mondo e dell’animo umano. Leggere Berlin è ossigeno e nutrimento. Chi non lo fa liberissimo, ma non sa cosa si perde. C’è sempre tempo per rimediare.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia