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“Non mi è mai passato per la testa di dimettermi”. Francesco va in radio e smentisce i rumors

TOPSHOT - Pope Francis leaves after his weekly general audience in the Paul VI hall at the Vatican on September 1, 2021. (Photo by Tiziana FABI / AFP) (Photo by TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)

“Non mi è mai passato per la testa”. “Non so da dove abbiano preso l’idea che mi sarei dimesso!”. Più forte e chiaro di così! Nell’intervista a Radio Cope, la radio della Conferenza episcopale spagnola, che è anche la seconda radio per ascolti in Spagna, Papa Francesco azzera il dibattito sulle sue ipotizzate dimissioni, afferma di stare bene dopo l’operazione al colon (“Adesso mangio tutto”) anche se gli sono stati tolti 33 cm di intestino e il cervello sta imparando a rapportarsi a questa situazione, ma che l’operazione gli ha salvato la vita visto che, aprendo, si è scoperto che una parte era diventata necrotica.

Ha rivelato di aver controfirmato la denuncia alla magistratura per la vicenda del palazzo di Londra che vede imputato il cardinale Becciu, e che non teme la verità, spera che il suo ex collaboratore sia innocente, ma è la giustizia, che in Vaticano è stata molto rafforzata nell’ultimo anno, che deve decidere.
Quanto alle sue presunte dimissioni, le ha “scoperte” qualche giorno dopo l’articolo di Libero. E in vista della preparazione dell’intervista alla radio Cope, che è servita a spazzare via i rumors.

“Sì, mi hanno anche detto che la scorsa settimana era un tema molto popolare. Eva [Fernández, corrispondente di Cope in Vaticano] me l’ha detto; l’ha detto anche con una simpaticissima espressione argentina (quilombo, un grande casino, ndr), e io le ho detto che non ne avevo idea perché qui leggevo solo un giornale la mattina, il quotidiano di Roma. L’ho letto perché mi piace il titolo, l’ho letto velocemente e basta, non entro nel gioco. Non guardo la televisione. E ricevo il rapporto su alcune delle notizie del giorno, ma ho scoperto molto più tardi, pochi giorni dopo, che c’era qualcosa riguardo alle mie dimissioni. Ogni volta che un Papa è malato, c’è sempre una brezza o un uragano di conclave. [Risata.]”.

Nel corso del colloquio, messo in onda questa mattina alle 8, e della durata complessiva di un’ora e mezza, Francesco ha affrontato anche uno degli ultimi terremoti in Vaticano, cioè il maxi processo per corruzione in cui è imputato il cardinale Becciu. L’intervistatore Carlos Herrera nota che dall’esterno si ha l’impressione che la riforma delle finanze vaticane sia come quella lumaca che si arrampica sul pozzo e ogni volta che avanza di un metro ne torna indietro di due, e che potrebbero esserci nuovi casi in futuro. “Dobbiamo fare di tutto per evitarlo”, risponde Papa Francesco che ha espresso un forte endorsement per la riforma da lui attuata del sistema giudiziario vaticano. Ma ha anche aggiunto che ”è una vecchia storia. Guardando indietro, abbiamo la storia di Marcinkus, che ricordiamo bene; la storia di Danzi, la storia di Szoka… È una malattia in cui ricadiamo. Credo che oggi siano stati compiuti progressi nel consolidamento della giustizia nello Stato Vaticano. Negli ultimi tre anni sono stati fatti progressi in modo tale che la giustizia sia diventata più indipendente, con i mezzi tecnici, anche con le deposizioni testimoniali registrate, le cose tecniche attuali, le nomine dei nuovi giudici, della nuova procura… e questo ha fatto progredire le cose. E ha aiutato. La struttura ha aiutato ad affrontare questa situazione che sembrava non esistere mai.”

Ha poi rivelato di aver personalmente firmato le due denunce che hanno aperto il caso, presentate al Promotore di giustizia dal Direttore generale dello IOR, Gianfranco Mammì, e del Revisore Generale: “E tutto è iniziato con due segnalazioni di persone che lavorano in Vaticano e che hanno visto un’irregolarità nelle loro funzioni. Hanno fatto una denuncia e mi hanno chiesto cosa fare. Ho detto loro: se vuoi andare avanti, devi presentarlo al pubblico ministero. È stato un po’ impegnativo, ma erano due brave persone, erano un po’ intimiditi e poi, come per incoraggiarli, ho messo la mia firma sotto la loro, per dire: questa è la strada, non ho paura della trasparenza o del verità. A volte fa male, e molto, ma la verità è ciò che ci rende liberi. Quindi questo era semplicemente. Ora, se tra qualche anno ne appare un altro… Speriamo che questi passi che stiamo facendo nella giustizia vaticana aiutino a far sì che questi eventi accadano sempre meno… Sì, lei ha usato la parola corruzione e, in questo caso, ovviamente, almeno a prima vista, sembra che ci sia corruzione”.
E alla domanda: “Cosa temi di più? Se [Becciu] sarà giudicato colpevole o non colpevole, dato che tu stesso hai dato il permesso di portarlo in giudizio?”.

Francesco ha risposto: “Va processato secondo la legge vaticana. Un tempo i giudici dei cardinali non erano i giudici di Stato come lo sono oggi, ma il Capo di Stato. Spero con tutto il cuore che sia innocente. Inoltre è stato un mio collaboratore e mi ha aiutato molto. È una persona di cui ho una certa stima come persona, vale a dire che il mio desiderio è che finisca bene. Ma è un modo affettivo di presumere l’innocenza. Oltre alla presunzione di innocenza, voglio che tutto vada per il meglio. In ogni caso deciderà la giustizia”.

Nell’intervista, Francesco loda il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, per le sue capacità diplomatiche (in relazione alla crisi afghana), e soprattutto loda il cardinale americano Sean O’ Malley per l’impegno di anni sul fronte della lotta contro la pedofilia.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia