• Dom. Ott 24th, 2021

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Lucrezia Lante della Rovere: “Mamma era libera e spregiudicata. È stata molto coraggiosa anche quando si è ammalata”

“Mamma era fatta così, perennemente sopra le righe. Trasgressiva e bacchettona. una contraddizione davvero buffa per una donna così libera, spregiudicata. Quella volta che mi beccò a letto con un mio fidanzato, mi fece una scenata, poi se ne andò infuriata e scandalizzata”. Sono scomparsi 3 anni dalla morte di Marina Ripa di Meana e la figlia Lucrezia Lante della Rovere la ricorda in un’intervista al Corriere della sera:

“Quando aveva un’idea non guardava in faccia a nessuno, passava sul cadavere di chiunque e se io mi arrabbiavo, ribatteva che non avevo ironia, esclamava: e fatti una risata! Ha compiuto tante battaglie civili e politiche, per lei il gusto della provocazione era più forte di qualunque cosa ed era un’abile stratega, venditrice di se stessa. È stata molto coraggiosa anche quando si è ammalata, diventando portavoce e mettendosi a disposizione di chi era colpito dalla stessa malattia, spronando gli altri a non vergognarsi, a superare i pudori, i pregiudizi, a parlare del problema e non sentirsi malati nella vita”

Tante le liti, ne ricorda una in particolare:

“Ero molto giovane e non amavo la mondanità, ma quella volta mi convinse ad andare alla prima alla Scala di Milano. E per convincermi mi regalò addirittura un vestito favoloso che era bordato di visone bianco. Ma non sapevo cosa aveva architettato. Io, ignara, in pelliccia dentro al teatro, lei fuori nella piazza davanti alla Scala mentre, a seno nudo in pieno gennaio, faceva una manifestazione animalista contro l’uso delle pellicce bruciandole. Venni travolta da un turbine di paparazzi. Non le parlai per un anno, ora ne rido”.

 

Una mamma ingombrante, un cognome ingombrante. L’attrice in passato avrebbe voluto rinnegare le sue origini:

“Si dice che gli aristocratici non lavorano, non he hanno bisogno, possiedono i palazzi, le proprietà, una mentalità conservatrice, tradizionalista. Tutte cose in cui non mi riconoscevo, non sono cresciuta come ragazza aristocratica e avrei voluto chiamarmi Maria Rossi, insomma essere normale. Oggi, che sono invecchiata, la penso diversamente: della mia famiglia non è rimasto più nessuno, sono l’unica superstite ed è un peccato che non ci siano eredi, oltre me, che abbiano il mio cognome, una discendenza importante”

Nella sua carriera di attrice un forte sostegno lo ha ricevuto da Luca Barbareschi, al quale è stata sentimentalmente legata:

“Luca, grande attore e regista, mi ha insegnato molto. Quando ci siamo messi insieme, lui a 36 anni era già famoso: era bello, trasgressivo, intelligentissimo, già antipatico a tutti. Avevo dieci anni di meno, ero acerba e pazza di lui, lo stavo ad ascoltare con la mascella che mi cascava, a bocca aperta, ma era durissimo, severo. Diceva che ero dotata di un mondo emotivo, di grande sensibilità che lo affascinava, ma altrettanto priva di tecnica. Mi scritturò per lo spettacolo Oleanna di David Mamet e mi fece studiare tantissimo, non solo il copione. Mi costringeva a tenere una matita in bocca fino allo sfinimento per migliorare la dizione”

Articolo proveniente da Huffington Post Italia