• Dom. Ott 24th, 2021

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La storia di Neha, che salta di gioia sulla pista di Melsbroek, dopo il viaggio da Kabul

Un salto sull’asfalto della pista di Melsbroek, aeroporto militare di Bruxelles, in Belgio, ha fatto il giro del mondo. Neha Sadat è la bambina con i pantaloni gialli che salta e ride, fotografata insieme alla sua famiglia, riuscita a tornare a casa da Kabul. La famiglia Sadat vive in Belgio da sette anni e per la prima volta, alla fine di luglio, aveva deciso di tornare in Afghanistan. “Siamo partiti il 29 luglio per andare a trovare i miei suoceri”, racconta Sayed Mujeeb, il padre di Neha. “La prima settimana andava tutto bene, ma presto ho capito che i talebani stavano avanzando”, ha detto a VRT Media.

“Sapevo che se avessero preso Kabul, non saremmo riusciti a tornare indietro, così ho anticipato la data dei biglietti aerei al 18 agosto”. Dal giorno in cui i talebani sono entrati nella città, Sayed Mujeeb è andato diverse volte, con sua moglie e i suoi quattro figli, all’aeroporto di Kabul ma entrare era complicato. “Non avremmo mai pensato che la presa di potere fosse così veloce. C’erano più di quarantamila persone all’aereoporto. Normalmente ci avrebbero lasciato passare, perché noi abbiamo un passaporto belga, ma i talebani ci hanno minacciato lo stesso, puntandoci addosso le armi”.

Dopo giorni di tentativi, la famiglia è riuscita ad avere un contatto con il Belgio. “Ci hanno dato un’ora e un luogo dove incontrarci, poi siamo saliti su un autobus che ci ha fatto entrare dentro l’aereoporto di Kabul”, continua Sayed Mujeeb. Da Kabul, la famiglia Sadat è volata a Islamabad, nel vicino Pakistan. Lì hanno dovuto aspettare un volo per il Belgio. “Quando siamo atterrati all’aeroporto militare di Melsbroek, eravamo molto felici e sollevati”. Il salto di Neha lo dimostra. “Amici e familiari ci hanno inviato la foto. Hanno riconosciuto nostra figlia”, dice Sayed Mujeeb. Dopo l’atterraggio a Melsbroek, la famiglia fu trasferita a Peutie, da dove ha finalmente fatto ritorno a casa. Durante l’intervista, la famiglia ha espresso la sua gratitudine al Belgio. “Li ringraziamo davvero per averci riportato qui in sicurezza”, ha concluso Sayed Mujeeb.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia