• Dom. Ott 17th, 2021

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La battaglia dei talebani influencer

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Mentre l’offensiva dei talebani si faceva via via più intensa fino a prendere Kabul, la guerriglia nelle strade procedeva di pari passo con una campagna di propaganda su Twitter. Il messaggio dei talebani ha percorso veloce la rete, con una strategia ben definita che spostava lo scontro con l’occidente sul terreno della rete. E con risultati che dimostrano come i talebani sappiamo muoversi bene non solo sulle montagne ma anche sul web.

La propaganda fondamentalista si è strutturata intorno ad uno dei portavoce ufficiali, Zabiullah Mujahid, seguito da una comunità di oltre 371mila seguaci. La comunicazione di @Zabehulah_M33 ha raggiunto un’elevata interazione con il pubblico online sia tramite i tantissimi retweet, ma anche attraverso più di 1.600 messaggi copiati e rilanciati da altri utenti. Questa strategia del copia incolla, organizzata con reti di sostenitori online, ha toccato il suo apice quando i talebani hanno preso il controllo di Kabul.

Prima che i talebani raggiungessero obiettivi come Mazar-i-sharif e le città vicine a Kabul, l’amplificazione via Twitter dei loro annunci è servita a intimidire gli avversari e a ingigantire la loro capacità militare. I messaggi, grazie a questa tecnica, permettono di creare un effetto cassa di risonanza che aumenta nell’opinione pubblica digitale la percezione delle vittorie talebane. Molti di questi tweet facevano infatti riferimento specifico agli alloggi dei governatori, al quartier generale della polizia e alle carceri in varie località appena catturate, affermando che le armi e l’equipaggiamento erano stati presi dai talebani. Nel momento in cui si avvicinavano alle città da conquistare i talebani hanno intensificato molto questa tecnica sulla rete, riuscendo cosi in un effetto tipico dei terroristi, quello di suscitare verso gli altri una sensazione di maggior forza e potere.

Nel mese di agosto, quando la propaganda di Zabiullah Mujahid è entrata nel vivo, ha raggiunto una viralità tale da ottenere oltre 525mila interazioni su Twitter.  I talebani utilizzano dunque degli specifici account, come quello del portavoce analizzato, per imporre e controllare la loro propaganda sui social media. Nello specifico sono tre i principali dominus della comunicazione online jhiadista – Shaheen, Zabihullah e Dr M Naeem – seguiti da una comunità di circa 800mila follower. Già in passato erano state messe in campo tecniche del genere, ma oggi le comunità radicalizzate online, molto spesso costituite da profili automatizzati (bot), sono cresciute rendendo il messaggio dei talebani molto più virale. Nell’analizzare la tattica del copia e incolla gli analisti del DFRLab, hanno scoperto che il 74% dei messaggi di@Zabehulah_M33, nel periodo che va dal 12 al 19 agosto, sono stati fedelmente ripubblicati da altri profili unici.

Questa campagna digitale ha raggiunto il suo maggior volume sabato 14 agosto e domenica 15 agosto, il giorno in cui Kabul è stata presa dai fondamentalisti islamici. In quei giorni i 97 tweet del portavoce ufficiale dei talebani hanno messo in circolo altri 983messaggi da parte dei vari account collegati alla rete jihadista, aumentando esponenzialmente il livello di penetrazione della propaganda.

Inoltre rispetto al passato, quando venivano rilasciati video di uccisioni e di esecuzioni, oggi la strategia comunicativa dei talebani risulta più attenta nell’eludere la censura, riuscendo cosi ad interagire in modo più efficace con l’opinione pubblica occidentale. Il fatto di mettere in campo una propaganda ridondante tramite comunità online affiliate a portavoce serve a promuovere il messaggio sul web anche nel momento in cui vengono bannati i vari profili fondamentalisti. Ma c’è ancora di più: i tweet copiati e incollati utilizzano degli hashtag e di conseguenza l’effetto cassa di risonanza ha portato ad una manipolazione degli algoritmi di Twitter, facendo così finire tra i trending topic, gli argomenti più discussi, gli slogan talebani.

Due dei tweet di @Zabehulah_M33 più copiati si sono verificati dopo la caduta di Kabul. I due tweet, ripubblicati in almeno altri 109 tweet, affermavano che tutti a Kabul, compresi gli stranieri e il personale della missione diplomatica, erano al sicuro e che i talebani avrebbero mantenuto la pace. Questi messaggi avevano probabilmente lo scopo di ridurre il panico a Kabul e presentare un volto moderato agli osservatori internazionali. Insomma l’ennesimo caso di propaganda in cui gli occidentali sono cascati con tutte le scarpe.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia