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“Far pagare le cure ai no-vax? Una provocazione”, D’Amato costretto al dietrofront

Una “provocazione” per far riflettere sui costi sociali ed economici che la scelta di non vaccinarsi comporta. Alessio D’Amato, assessore alla Sanità del Lazio, torna a parlare della proposta, lanciata ieri, di far pagare il costo del ricovero in terapia intensiva ai no-vax. Un’idea che ha suscitato diverse reazioni e polemiche.

“Violenza intollerabile”

Ospite di Rai Radio1 D’Amato ha infatti spiegato: “Sono 580 giorni che stiamo combattendo il virus e in quest’ultima fase notiamo un aumento della violenza verbale e sui social nei confronti di medici e infermieri, questo è intollerabile.” La libertà e la responsabilità devono infatti andare di pari passo, sottolinea l’assessore. “La mia proposta è una provocazione che intende far riflettere sui costi sociali ed economici, e stiamo studiando una modalità per farli conoscere ai cittadini, che noi dobbiamo affrontare per cui chi vuole essere libero deve sapere che non può esercitare la violenza altrimenti, come chi passa con il rosso, deve pagare una sanzione“. 

Un giorno in terapia intensiva, come già evidenziato nell’intervista al Messaggero, costa almeno 1.500 euro: “Abbiamo degenze che in media sono sui 17 giorni per cui la comunità e la collettività affronta non solo costi sociali ma anche economici. Non vogliamo chiudere e tornare indietro ma libertà e responsabilità vadano di pari passo. Stiamo lavorando per conoscere questi costi e affinché i cittadini si rendano conto“, ha dichiarato D’Amato. Presentando numeri ben precisi: il 92% dei malati covid in terapia intensiva sono infatti persone non vaccinate, per una pandemia che sta diventando dei non immunizzati. “Monitoriamo tutti i giorni e a breve renderemo pubblici i dati“, ha concluso.

Nel corso dell’intervista l’assessore regionale ha anche spiegato che sui medici non vaccinati saranno effettuate le dovute verifiche, per accertare determinate condizioni cliniche, e verrà fatta rispettare la legge: Chi in maniera reiterata non vuole vaccinarsi viene demansionato e si può arrivare fino al licenziamento. Ci stiamo comportando come prevede la norma“.

4 milioni di vaccinati nel Lazio

Oggi mercoledì 1° settembre la Regione Lazio ha raggiunto un traguardo importante: 4 milioni di persone hanno infatti completato il ciclo vaccinale. Da questa mattina è inoltre possibile ricevere il siero anche senza prenotazione, semplicemente presentando la tessera sanitaria. Nel primo giorno dell’iniziativa c’è stata una buona adesione, ha reso noto sempre D’Amato: sono state oltre 5mila le vaccinazioni, con punte del 30%.

Le reazioni alla provocazione di D’Amato

Sulla ‘provocazione’ dell’assessore D’Amato era già intervenuto ieri il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri: “Trattiamo e curiamo tutti, anche coloro che hanno comportamenti a rischio” aveva sottolineato. Una posizione ribadita oggi ai microfoni di Radio Anch’io su Rai Radio 1. “Il nostro compito, da medici, è di curare tutti indistintamente” ha dichiarato. “È però evidente che la provocazione dell’assessore D’Amato era per far capire quanto, purtroppo, l’impegno del Servizio Sanitario Nazionale oggi sia prevalentemente incentrato contro il Covid: non vaccinarsi, oltre che determinare la possibilità di decesso in chi non si è vaccinato, ha anche costi che sottraggono risorse ed energie ad altri pazienti che nello stesso periodo si ammalano. Non dimentichiamoci che è arrivato il Covid ma non sono scomparsi il cancro e le altre malattie.”

La spinosa questione è stata affrontata anche da Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri: “Far pagare le prestazioni sanitarie? È una proposta tipica della politica, per noi i malati sono tutti uguali, nel nostro codice deontologico gli uomini sono tutti uguali, qualunque provenienza o convincimento abbiano” ha dichiarato a LaPresse.

L’articolo “Far pagare le cure ai no-vax? Una provocazione”, D’Amato costretto al dietrofront proviene da Il Riformista.