• Sab. Ott 23rd, 2021

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Perché, ancora nel 2021, le foibe sono un’ossessione da esorcizzare

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Il punto non è se Tomaso Montanari sia un negazionista sulle foibe. Il punto è capire perché ancora nel 2021 faccia ancora tanto male ricordare la tragedia delle foibe.

Il punto è quale patologia ideologica nutra questa ossessione minimizzatrice, banalizzante, ridimensionante, sdrammatizzante, rimpicciolente delle foibe. Come se considerarne la portata, come se fare i conti con il significato delle foibe fosse un cedimento, un aprire la porta al nemico, una falla nella trincea della memoria ortodossa. Come se ricordare quelle migliaia di morti ammazzati, legati l’un l’altro da un fil di ferro per essere scaraventati vivi in quelle cavità e risparmiare sui proiettili visto che ne bastava solo uno per trascinare giù tutti gli altri malcapitati, come se tutto questo fosse fare un favore ai fascisti. Come se menzionare il nome delle tante donne come Norma Cossetto che furono ripetutamente sottoposte allo stupro etnico-politico fosse la strada che porta dritto al ritorno del fascismo. Come se il nome stesso della foiba di Basovizza, che il presidente Cossiga volle visitare come capo dello Stato di tutti gli italiani, compresi quelli che avevano avuto un parente infoibato, obbligasse a uscire dalle casematte ideologiche in cui ci si vuole rinchiudere come gesto estremo di autodifesa e ad aprire le finestre del confronto critico.

Ecco quale è il punto: è questa ossessione il punto, è questa ansia di scrivere libercoli di propaganda per cancellare ogni traccia delle foibe, del massacro di italiani, degli esuli dell’Istria e della Dalmazia presi a sassate. È il tono serioso, come quello del professo Montanari, con cui si enunciano castronerie storiche imperdonabili. Ancora, nel 2021: che pena, e che tristezza.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia