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Lino Banfi ‘censurato’ per lo spot del “porcaputtena”: l’assurda disputa tra il Movimento genitori e Tim

DiRed Viper News Manager

Ago 31, 2021

Dite addio al “porca puttena” pronunciato da Lino Banfi dello spot tv di TimVision, da giorni ormai in rotazione sulle reti nazionali. L’esclamazione ‘iconica’ dell’attore, un richiamo al suo celebre ruolo di Oronzo Canà nel film “L’allenatore nel pallone”, verrà censurata da Tim dopo le proteste arrivate dal Moige, il Movimento italiano genitori.

D’ora in poi infatti andrà in onda una versione tagliata dello spot: niente più “porca puttena”, frase ritornata in auge durante gli Europei 2020 vinti dall’Italia per l’esultanza di Ciro Immobile, che aveva omaggiato a suo modo l’attore.

Al Moige infatti l’espressione non era piaciuta, attivandosi con una segnalazione all’Istituto di autodisciplina pubblicitaria e al Comitato Tv minori. Il Movimento dei genitori definiva nella sua segnalazione “sgradito” lo spot a famiglie e minori. “Sembra infatti che, affinché lo spettatore a casa non si annoi, sia necessario ravvivare l’interesse con qualcosa che possa scandalizzare o almeno catturare il pubblico – si leggeva in una nota del Moige – Una soluzione antiquata e sulla lunga controproducente per le stesse aziende, associate a riferimenti trash nell’immaginario dei clienti, che consigliamo fortemente di non reiterare”. Per il Movimento “non è possibile derubricare un’esclamazione del genere traformandola in un motto di spirito o in una forma ironica, giocando magari sul personaggio, amatissimo, di Oronzo Canà. ‘Le parole sono importanti’, diceva Nanni Moretti, e in questo caso le parole scelte per lo spot di TimVision appaiono chiarissime e assolutamente non fraintendibili”.

E in effetti il risultato è arrivato. Tim, alla quale il Moige riconosce “sensibilità e disponibilità”, ha eliminato dallo spot le parole ‘incriminate’.

Finito al centro delle polemiche per quella che in molti hanno definito “atto di censura”, Il Movimento si è difeso contrattaccando: “Non c’è niente di antimoderno, niente di censorio nella richiesta di linguaggi adeguati ai minori, in uno spot a loro destinato: è anzi tipico dei Paesi civile e moderni differenziare i contenuti rispetto alle età della vita, garantendo una rigorosa sorveglianza sui contenuti inadatti. Retrogrado è semmai chi crede che, ora che web e tv sono saturi di contenuti volgari e inadatti ai minori, non sia più il caso di intervenire”.

Quanto all’accusa di censura, il Moige nega le accuse: ” Non si è trattato di una richiesta di censura, come erroneamente riportato da alcuni osservatori, né di un qualsiasi attacco o denuncia personale a Lino Banfi, personaggio amatissimo da tutti gli italiani: si è trattato di una semplice richiesta/segnalazione di mostrare agli adulti uno spot adatto agli adulti”.

Tim con una nota ha però replicato che “non risulta nessun provvedimento del Giurì dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria o del Comitato Media e Minori e che pertanto non vi è stata nessuna censura. La diffusione degli spot previsti a supporto dell’offerta calcio sta proseguendo secondo quanto pianificato lo scorso luglio”.

L’articolo Lino Banfi ‘censurato’ per lo spot del “porcaputtena”: l’assurda disputa tra il Movimento genitori e Tim proviene da Il Riformista.