• Mar. Ott 26th, 2021

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Che colpe hanno i bambini dell’Afghanistan?

Che colpe ha Gul Pana, nata a Helmand, nel sud dell’Afghanistan, appena un anno fa? Vive con la mamma e il fratello, suo padre è morto a Helmand a causa della guerra. Ha due sorelle e quattro fratelli.

Che colpe hanno Mohammad Dawood, 5 anni, e suo fratello Sayed Ahmad, 2 anni, costretti a scappare dal distretto di Maiwand?

Che colpe hanno Arifa, 7 anni, e Safa, 2 anni, scappati dal distretto di Zhari? Il loro padre, Ahmadullah, è morto un anno fa, ora vivono con la loro madre e il loro fratello.

Che colpe può avere Asma, di un anno, da Kandahar? È stata portata via da casa sua a causa del conflitto e della guerra da suo padre, Ali Mohammad, che ha 35 anni e non ha un lavoro.

Nessuna. Nessuna. Nessuna. Nessuna.

Dobbiamo ripetercelo sempre. Ricordarci che i bambini sono quelli che stanno pagando il prezzo più alto di un conflitto di cui non sono in alcun modo responsabili.

Questi bambini, Gul Pana, Mohammad Dawood, Sayed Ahmad, Arifa, Safa, Asma, sono solo 6 dei circa 300.000 bambini che nel paese sono stati costretti a lasciare le loro case, alcuni in pigiama mentre dormivano, altri mentre erano seduti tranquillamente a leggere i libri di scuola.

Se la tendenza attuale continuerà, noi dell’Unicef prevediamo che un milione di bambini sotto i 5 anni in Afghanistan soffriranno di malnutrizione acuta grave – una malattia pericolosa per la vita. Nel frattempo, più di 4 milioni di bambini, tra cui 2,2 milioni di ragazze, non stanno andando a scuola. Abbiamo sempre lottato e lotteremo sempre affinché tutte le ragazze in Afghanistan, comprese quelle con disabilità, possano frequentare la scuola primaria e secondaria, e andare all’università se lo desiderano.

La situazione dell’infanzia in Afghanistan è più che una crisi: quasi 10 milioni di bambini hanno un disperato bisogno di aiuti umanitari. E continuano ad arrivare notizie preoccupanti: non solo di bambini non accompagnati in tutto il paese, ma anche altre notizie di bambini reclutati da gruppi armati. Tutto questo in un anno in cui più di 550 bambini sono stati uccisi e più di 1400 feriti. È una crisi di protezione dell’infanzia in un paese che è già uno dei posti peggiori sulla terra per essere un bambino.

In un momento in cui tutti vanno via, noi di Unicef rimaniamo. Siamo in Afghanistan da 65 anni e ci siamo per fornire aiuti essenziali e dare servizi ai più bisognosi. Stiamo coinvolgendo tutti gli interlocutori in modo da poter aumentare la nostra risposta in tutte le regioni. Stiamo già sostenendo team mobili per la salute e la nutrizione nei campi per gli sfollati interni, allestendo spazi a misura di bambino, centri di nutrizione e siti di vaccinazione, preposizionando ulteriori aiuti salvavita e sostenendo migliaia di studenti in classi di istruzione su base comunitaria.

Ma sono assolutamente necessarie più risorse. I giovani e i bambini ci hanno detto che hanno un disperato bisogno dei beni e dei servizi più elementari – bisogni ai quali, se viene dato supporto, la comunità umanitaria può facilmente rispondere. Abbiamo recentemente lanciato una campagna di raccolta fondi, con un appello di 192 milioni di dollari e noi esortiamo i donatori ad aumentare il loro sostegno alle famiglie e ai bambini vulnerabili che stanno lottando in mezzo a una crisi umanitaria che sta aumentando.

I bisogni dei bambini dell’Afghanistan non sono mai stati così grandi. Non possiamo abbandonarli ora.

 

Articolo proveniente da Huffington Post Italia