• Ven. Ott 22nd, 2021

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App per il ritorno a scuola in ritardo. Via libera dal Garante

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A pochi giorni dall’inizio della scuola, non è ancora tutto pronto. Lo ammette la sottosegretaria al ministero dell’Istruzione Barbara Floridia che, in relazione alle modalità del controllo del green pass dice: “Ci sarà un po’ di disagio, siamo un po’ in ritardo, ma è davvero questione di pochi giorni”. Risponde alle polemiche sui ritardi della piattaforma che controllerà la certificazione: “Ho sentito molti presidi dal Veneto alla Sicilia che si stanno organizzando in attesa della piattaforma che permetterà di controllare automaticamente i Green pass, ma rispettando la privacy di ognuno”.

E il via libera del Garante per la protezione dei dati personali alle modalità del controllo della certificazione a scuola è arrivato: “Il Garante – si legge in una nota – in via d’urgenza, ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che introduce modalità semplificate di verifica delle certificazioni verdi del personale scolastico, alternative a quelle ordinarie che prevedono l’uso dell’App VerificaC19, che rimane comunque utilizzabile”. La certificazione dovrà essere controllata “quotidianamente prima dell’accesso dei lavoratori in sede e dovrà riguardare solo il personale per cui è prevista l’effettiva presenza in servizio nel giorno della verifica, escludendo comunque chi è assente per specifici motivi: ad esempio, per ferie, permessi o malattia”. Potranno essere raccolti solo i dati strettamente necessari alla verifica del green pass. “I soggetti tenuti ai controlli  – si legge ancora – potranno accedere, in modo selettivo, ai soli dati del personale in servizio presso le istituzioni scolastiche di propria competenza. Per evitare eventuali abusi, le operazioni di verifica del possesso delle certificazioni Covid-19 da parte dei soggetti tenuti ai controlli saranno oggetto di registrazione in appositi log (conservati per dodici mesi), senza però conservare traccia dell’esito delle verifiche”.

La sottosegretaria, sulla scuola che sarà, ha continuato: “Fare un decreto ad agosto sull’inizio dell’anno scolastico è un po’ tardi. Ma le scuole sono più pronte grazie al lavoro fatto lo scorso anno. Dobbiamo inserire le scuole dell’infanzia, gli Its e le scuole di formazione professionale tra quelle in cui si applicano le norme di sicurezza”. La sottosegretaria assicura che le scuole, in linea di massima, non chiuderanno. “La scuola deve restare aperta sempre. Monitoreremo e valuteremo se ci sono casi molto gravi, ma altrimenti si va in presenza anche in zona arancione”.

Sulla scuola è intervenuto anche il virologo Giorgio Palù che, sempre sul Corriere, ha evidenziato che il ritorno in classe e i mezzi pubblici sono i
”punti critici” per la diffusione del virus tra i più giovani. Alla domanda se la scuola sia al primo posto delle criticità per la diffusione del virus, conferma “Ce lo dicono i numeri, ma non è l’unico luogo di aggregazione pericoloso”. Secondo Palù “adolescenti di medie e superiori sono la categoria meno immunizzata e la più esposta. Nell’ultima settimana di agosto il più alto tasso di casi (75%) e ricoveri (90%) riguarda i non vaccinati tra 12 e 39 anni”. Nodo cruciale saranno i trasporti “Sì, specie nelle aree metropolitane gli osservati speciali sono i mezzi di trasporto affollati di studenti nelle ore che precedono l’inizio delle lezioni – evidenzia -. Si sapeva, eppure non si è provveduto ad aumentare veicoli e corse né ad applicare la turnazione didattica per sfoltire gli assembramenti”. Per ridurre i rischi Palù consiglia “Controllori nei mezzi pubblici per verificare il rispetto delle misure di sicurezza. Oltre alla figura di un controllore si dovrebbero aggiungere sanificazioni e verifiche sui sistemi di trattamento dell’aria. Indossare le mascherine, sempre” e per le scuole “nelle aule si dovrebbe garantire un efficace ricambio d’aria. Ideali sarebbero filtri idonei”

Articolo proveniente da Huffington Post Italia