• Mar. Ott 26th, 2021

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App per il controllo del green pass a scuola in ritardo. Via libera dal Garante

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A pochi giorni dall’inizio della scuola, non è ancora tutto pronto. Lo ammette la sottosegretaria al ministero dell’Istruzione Barbara Floridia che, in relazione alle modalità del controllo del green pass, dice al Corriere: “Ci sarà un po’ di disagio, siamo un po’ in ritardo, ma è davvero questione di pochi giorni”. La piattaforma che dovrebbe servire alla verifica del green pass del personale scolastico non è ancora pronta, nonostante il Garante per la privacy abbia dato il via libera alle modalità di controllo. In attesa che arrivi la soluzione definitiva, la sottosegretaria assicura che le scuole si stanno organizzando: “Ho sentito molti presidi dal Veneto alla Sicilia che si stanno organizzando in attesa della piattaforma che permetterà di controllare automaticamente i Green pass, ma rispettando la privacy di ognuno”.

Intanto è arrivato il parere del Garante per la protezione dei dati personali, che ha sancito il via libera alle modalità di controllo proposte del governo: “Il Garante – si legge in una nota – in via d’urgenza, ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che introduce modalità semplificate di verifica delle certificazioni verdi del personale scolastico, alternative a quelle ordinarie che prevedono l’uso dell’App VerificaC19, che rimane comunque utilizzabile”.

La certificazione dovrà essere controllata “quotidianamente prima dell’accesso dei lavoratori in sede e dovrà riguardare solo il personale per cui è prevista l’effettiva presenza in servizio nel giorno della verifica, escludendo comunque chi è assente per specifici motivi: ad esempio, per ferie, permessi o malattia”. Potranno essere raccolti solo i dati strettamente necessari alla verifica del green pass e il personale scolastico preposto dovrà controllare il “mero possesso” della certificazione. Perché per la tutela dei dati personali non è lecito sapere se il green pass è stato ottenuto attraverso la vaccinazione o in seguito a un tampone negativo.

“I soggetti tenuti ai controlli  – si legge ancora – potranno accedere, in modo selettivo, ai soli dati del personale in servizio presso le istituzioni scolastiche di propria competenza. Per evitare eventuali abusi, le operazioni di verifica del possesso delle certificazioni Covid-19 da parte dei soggetti tenuti ai controlli saranno oggetto di registrazione in appositi log (conservati per dodici mesi), senza però conservare traccia dell’esito delle verifiche”.

Dopo un anno e mezzo di continue chiusure, in molti si chiedono come sarà questo nuovo anno scolastico. Se ci saranno le condizioni per un’apertura continuativa. Sul punto, Floridia risponde: “La scuola deve restare aperta sempre. Monitoreremo e valuteremo se ci sono casi molto gravi, ma altrimenti si va in presenza anche in zona arancione”.

Sulla scuola è intervenuto anche il virologo Giorgio Palù che, sempre sul Corriere, ha evidenziato che il ritorno in classe e i mezzi pubblici sono i
”punti critici” per la diffusione del virus tra i più giovani. Il virus a scuola si diffonde, inutile negarlo, anche perché ancora la copertura vaccinale tra gli over 12 non è elevatissima: “Ce lo dicono i numeri, ma non è l’unico luogo di aggregazione pericoloso”. Secondo Palù “adolescenti di medie e superiori sono la categoria meno immunizzata e la più esposta. Nell’ultima settimana di agosto il più alto tasso di casi (75%) e ricoveri (90%) riguarda i non vaccinati tra 12 e 39 anni”.

Nodo cruciale saranno i trasporti, esattamente come l’anno scorso. “Specie nelle aree metropolitane gli osservati speciali sono i mezzi di trasporto affollati di studenti nelle ore che precedono l’inizio delle lezioni”, evidenzia Palù, che non manca di far notare le negligenze di chi avrebbe dovuto agire in tempo. “Si sapeva – continua – eppure non si è provveduto ad aumentare veicoli e corse né ad applicare la turnazione didattica per sfoltire gli assembramenti”.

A questo punto, per ridurre i rischi Palù consiglia “Controllori nei mezzi pubblici per verificare il rispetto delle misure di sicurezza. Oltre alla figura di un controllore si dovrebbero aggiungere sanificazioni e verifiche sui sistemi di trattamento dell’aria. Indossare le mascherine, sempre” e per le scuole “nelle aule si dovrebbe garantire un efficace ricambio d’aria. Ideali sarebbero filtri idonei”.

Sul tema dei trasporti interviene anche Massimo Galli, primario dell’ospedale Sacco di Milano: “Il problema dei trasporti pubblici non è mai stato risolto. Non so, del resto, quanto possa essere risolvibile nel breve termine, non è mia competenza. E’ chiaro che una situazione ottimale, dal punta di visto sanitario, sarebbe quella di avere garanzie di scurezza in questo settore. Ma è altrettanto vero che la garanzia non esiste”. A questo punto, conclude Galli, non resta che “adattarci a quello che abbiamo, cercando di fare ciò che materialmente è possibile fare”.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia