• Ven. Ott 22nd, 2021

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La criminalità organizzata sui test diagnostici per il Covid

L’Interpol pochi giorni fa ha lanciato un nuovo allarme globale alle forze dell’ordine dei Paesi che ne fanno parte, avvertendole di prepararsi ad affrontare nuove infiltrazioni delle organizzazioni mafiose nei vari settori medico sanitari che interessano il Covid-19.

I governi si stanno preparando ad affrontare le nuove ondate. La criminalità organizzata, invece, pianifica come permeare il sistema ed entrare nelle catene di produzione e di approvvigionamento dei vari presidi medico ospedalieri anti-Covid. L’Interpol evidenzia come l’attività criminale mafiosa riguardi soprattutto i test diagnostici. La pandemia e le forti restrizioni hanno innescato comportamenti criminali opportunistici e predatori senza precedenti. Si è aperto un mercato nero con produzione e vendita di tali presidi nel cd. web sommerso (dark e deep web).

La distribuzione globale di numerosi test diagnostici (tamponi molecolari) sarà efficace se si garantirà la sicurezza della catena di approvvigionamento e soprattutto i prezzi calmierati. La battaglia sul costo dei vari test diagnostici purtroppo è stata vinta dai privati e quindi dal mercato. Se mancano le tariffe calmierate e l’intervento statale, crescono i mercati e i guadagni illegali e conseguentemente i siti web che propagandano e vendono prodotti non sicuri. La necessità di coordinamento tra le forze dell’ordine e gli organismi di sorveglianza sanitaria gioca un ruolo fondamentale per garantire la sicurezza degli individui e il benessere delle comunità.

Le organizzazioni criminali prenderanno di mira anche alcune zone più esposte e questo potrebbe rappresentare un rischio significativo per la loro salute e per le loro vite. Diventando i test per i virus determinanti nella lotta alla pandemia si è generata una produzione e distribuzione parallela di kit-test non autorizzati e non attendibili. L’Unità Cyber Crime dell’Interpol ha rivelato che su tremila siti web associati a farmacie online sospettate di vendere farmaci e dispositivi medici illeciti, circa un terzo contenevano minacce informatiche, in particolare phishing, spamming e malware.

La morsa dell’epidemia di Coronavirus sta ancora affliggendo l’Europa e questa persistenza purtroppo continua a offrire alle mafie un’ottima opportunità per accrescere i propri guadagni illeciti. Le mafie si sono da qualche tempo organizzate per capitalizzare il “pre” e il “post” pandemia, poiché hanno la loro “esperienza” per approfittare di qualsiasi tipologia di crisi che affligge una comunità. Seguono il virus e i suoi effetti insinuandosi ovunque ci sia da guadagnare.

Le mafie italiane (in primis, la ’ndrangheta) hanno sviluppato notevoli capacità nell’infiltrarsi nelle economie corrompendo politici e funzionari pubblici, che sempre più spesso diventano complici, dati gli ingenti guadagni per tutti i consociati. Il commercio di mascherine, guanti, test rapidi, tamponi molecolari, prodotti medicali e farmaceutici, sono l’oggetto delle mire da parte delle organizzazioni criminali mafiose. Da tenere particolarmente sotto controllo anche tutti gli interventi d’urgenza in infrastrutture per rilanciare l’economia post-covid.

Di recente un’operazione di polizia condotta da Europol ha portato a centoventi arresti e al sequestro di tredici milioni di euro di farmaci potenzialmente pericolosi e trentacinquemila mascherine chirurgiche non conformi agli standard minimi di sicurezza. Simili operazioni si susseguono nel tempo ed evidenziano come laddove lo Stato non sia presente, lo spazio lasciato vuoto è riempito inevitabilmente dalle mafie. Il virus è intercontinentale e le mafie si adeguano a esso.

Le legislazioni nazionali non sono più sufficienti a combattere il fenomeno. Occorrerà un’efficace legislazione “ad hoc” a livello europeo ed internazionale. Questo passo in avanti, si farà soltanto nel momento in cui avremo una legislazione antimafia omogenea nei singoli Stati e nei vari paradisi fiscali dove spesso i mafiosi mettono al sicuro i loro capitali. Al momento, le organizzazioni criminali hanno un grande vantaggio: i governi sono impegnati ad affrontare i rischi immediati per la salute cagionati dell’epidemia in corso. La lotta alla criminalità organizzata quindi non sembra essere una priorità degli Stati né a livello europeo tantomeno internazionale. In questo immobilismo, la mafia ha già cominciato a mettere le mani su tutto ciò che riguarda la possibilità di lucrare sul Covid.

Questo è solo uno dei tanti casi che dimostra come le organizzazioni criminali in accordo con le autorità sanitarie usano il sistema delle tangenti per riuscire a piazzare i loro prodotti in luogo di altri maggiormente convenienti presenti sul mercato. I mafiosi hanno già sfruttato la pandemia per accedere in modo fraudolento alle misure di sostegno economico e stanno sorvegliando i miliardi che l’Italia si è assicurata dal Recovery Fund dell’Unione europea.

Nell’attuale fase pandemica, le organizzazioni criminali hanno orientato i loro interessi verso qualsiasi settore dove fosse possibile lucrare, partendo proprio dalle diverse misure di sostegno economico ordinate dal governo, sino ad arrivare alle risorse future che saranno garantite dal Recovery Fund. Le mafie sono già organizzate alla perfezione e si adegueranno all’espansione degli effetti del virus spostandosi opportunamente in tutte quelle attività legate direttamente o indirettamente alla pandemia. Gli Stati all’opposto sono ancora fermi sulla linea di partenza!

Articolo proveniente da Huffington Post Italia