• Ven. Ott 22nd, 2021

Red Viper News

L'aggregatore di notizie di Red VIper

Incendio di Milano partito dal 15° piano, forse un corto circuito. La procura indaga

A large fire rips through a block of flats in Milan, Italy, August 29, 2021. Picture taken August 29, 2021. Vigili del Fuoco/Handout via REUTERS ATTENTION EDITORS THIS IMAGE HAS BEEN SUPPLIED BY A THIRD PARTY. DO NOT OBSCURE LOGO.

Dovranno acquisire tutta la documentazione relativa alle modalità di costruzione del grattacielo e ai materiali utilizzati gli inquirenti che indagano sul maxi rogo che ieri pomeriggio ha distrutto la Torre dei Moro in via Antonini a Milano. È uno dei prossimi passaggi dell’inchiesta per disastro colposo coordinata dal pm di turno Pasquale Adesso e dal dipartimento guidato dall’aggiunto Tiziana Siciliano. Nelle indagini, infatti, si dovrà verificare se il materiale che è stato usato per realizzare i pannelli di rivestimento del palazzo, ossia una sorta di ‘cappotto termico’, era indicato come ignifugo o meno. La pm Siciliano ha parlato dei pannelli di alluminio che rivestivano la facciata del palazzo distrutto dalle fiamme a Milano. “Abbiamo visto che hanno preso fuoco però bisogna esaminare il materiale e sono tutte cose che andranno fatte in laboratorio” ha riferito il magistrato. “Poi bisognerà verificare la normativa dell’epoca perché questo palazzo ha dieci anni che sembrano molto pochi, ma in dieci anni tante normative sono cambiate ci sono anche nuove conoscenze sui materiali. – ha concluso – Per cui tante cose da valutare ci sono che richiederanno tempo e grande accuratezza. Ho potuto avvicinarmi ma all’interno al momento ci si può entrare con cure straordinarie perché il grande calore si è sviluppato ha distrutto le solette. La struttura insieme regge ma le solette sono pericolanti. È molto pericoloso”.

In Procura si continua a ribadire che “poteva andare molto peggio” anche perché, malgrado il vasto incendio, non si sono registrate vittime o feriti. E uno degli elementi finora accertati è che le fiamme si sono propagate in breve tempo, una mezz’ora in tutto, in tutta la struttura di rivestimento e a causa di una ‘camera d’aria’, ossia il piccolo spazio tra i pannelli esterni e la struttura portante dell’edificio, che ha determinato un ‘effetto camino’ facendo correre il fuoco verso il basso e verso l’alto. Nel video girato da un residente della zona si vede che il rogo divampa al quindicesimo piano e che il fumo inizia a uscire dal balcone di un appartamento, ma le indagini dovranno accertare dove effettivamente si è originato e per quali cause. Per fortuna, è stato spiegato, non c’erano persone presenti negli appartamenti oltre il 15esimo piano. Per ora la priorità, viene specificato, resta la messa in sicurezza dell’edificio anche perché si temono soprattutto crolli interni e non è esclusa la necessità di tirare giù per sicurezza parti della struttura, soprattutto il ‘cappotto’ esterno. 

“L’incendio è partito sicuramente dal quindicesimo piano, dall’interno proveniva un fumo nero molto denso. Qualunque ipotesi sarebbe veramente dissennata in questo momento, è veramente troppo presto. Quella del cortocircuito è una delle ipotesi” ha affermato il magistrato, Tiziana Siciliano, che ha fatto un sopralluogo sul luogo del palazzo. “Verrà tutto quanto esaminato anche il materiale esterno di rivestimento della facciata. C’è il settore investigativo dei vigili del fuoco che hanno prelevato del materiale e lo stanno esaminando – ha aggiunto -. È molto importante che venga esaminato e valutato anche rispetto alla normativa dell’epoca”. Ai giornalisti che le hanno chiesto se il sistema anti incendio ha funzionato il magistrato ha risposto: “Al momento forse emergono delle criticità che però devono essere ancora valutate”. Anche l’amministratore del condominio ha confermato che le fiamme sono partite dal quindicesimo piano. “Confermo che le fiamme sono partite dal quindicesimo piano. Sembra che la famiglia non ci fosse da due settimane come mi ha detto il custode” ha raccontato Augusto Bononi, l’amministratore del condominio di via Antonini che è andato a fuoco ieri ed è stato distrutto falla fiamme. “Sull’innesco dell’incendio lo stanno verificando le autorità – ha concluso – da quello che si vede dai video sarebbe interno all’appartamento”.

I Vigili del fuoco di Milano intanto sono ancora presenti con 17 squadre. Nel palazzo sono presenti ancora dei focolai e i vigili sono riusciti, a ora, a ispezionare fino all’ottavo piano e stanno verificando la resistenza della struttura. Allo stato – è stato ribadito da più parti – non si registrano feriti gravi o morti.

Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha espresso il suo “ringraziamento a tutti gli operatori del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco che sono intervenuti sottolineando come “l’immediata attivazione della macchina di soccorso, che ha visto impegnati 60 uomini e 17 mezzi, abbia consentito di evitare danni alle persone”. La titolare del Viminale ha elogiato “l’efficienza e la tempestività con cui si è fatto fronte alla situazione emergenziale, la capillarità delle verifiche effettuate al fine di scongiurare la presenza di eventuali dispersi e la consueta dedizione del personale dei Vigili del Fuoco che ha continuato ad operare fino all’alba per domare gli ultimi focolai”. “Il delicato intervento è l’ennesima testimonianza della professionalità e dell’elevata capacità tecnica del nostro Corpo Nazionale, che non a caso e’ una delle istituzioni più amate dai cittadini italiani”, ha concluso il ministro Lamorgese.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia