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Borrell: “Imparare dall’Afghanistan, creare una forza di pronto intervento dell’Ue”

European High Representative of the Union for Foreign Affairs Josep Borrell addresses a joint press conference after a Foreign Affairs Council meeting at the EU headquarters in Brussels on July 12, 2021. (Photo by JOHN THYS / AFP) (Photo by JOHN THYS/AFP via Getty Images)

“Questa è in primo luogo una catastrofe per gli afghani, un fallimento per l’Occidente e un punto di svolta per le relazioni internazionali. Ma è la fine della guerra?”, si chiede Il vicepresidente della Commissione e alto rappresentante della politica estera dell’Unione europea Josep Borrell in un’intervista al Corriere della Sera. Per poi rispondersi che semmai ”è la fine della presenza militare occidentale in Afghanistan. Non sono sicuro che gli afghani stessi non inizino a combattersi fra di loro. Ma di sicuro per noi questa non è la fine della questione, perchè dobbiamo continuare a sostenere la gente in Afghanistan”.

L’alto rappresentante sottolinea: “La Ue dev’essere in grado di intervenire per proteggere i propri interessi quando gli americani non vogliono essere coinvolti. La nostra “First Entry Force” dovrebbe essere composta di cinquemila soldati in grado di mobilitarsi a chiamata rapida”. Quindi, se la maggior parte delle critiche si concentrano su Biden, come ne esce invece l’Europa? Borrell ha ricordato che “dall’inizio i membri europei della Nato hanno mandato le loro truppe donne e uomini di grande valore e abbiamo speso molto denaro” ma detto ciò, sostiene l’Alto rappresentante Ue, “come europei non abbiamo avuto un approccio chiaro e che fosse nostro. Il primo obiettivo era combattere Al Qaeda e lo abbiamo fatto”. A suo avviso, “poi c’era un secondo obiettivo più confuso: cercare di costruire uno Stato moderno. E in questi vent’anni qualcosa è stato fatto, non possiamo essere negativi su questo: fra l’altro, abbiamo permesso a tre milioni di bambine di andare a scuola. Ma la costruzione di uno Stato moderno non ha avuto tempo di mettere radici profonde. Dunque come europei abbiamo la nostra parte di responsabilità, non è stata solo una guerra americana”.

Quindi Borrell sottolinea: “Il presidente Biden è stato chiaro nel dire che gli Stati Uniti in Afghanistan hanno fatto ciò che dovevano fare. Hanno formato, armato e organizzato un esercito nazionale ha detto e ora è tempo che gli afghani risolvano da soli i loro problemi. Faccio riferimento a questa riflessione di Biden, quando dico che gli Stati Uniti non sono più disposti a combattere le guerre degli altri. E’ così. Quanto a questo, c’è un certo disimpegno dell’America dall’arena mondiale. Ma dobbiamo usare questa crisi per rafforzare la relazione transatlantica, rendendola più equilibrata. Non è il momento di disimpegnarci”. E per essere più chiaro aggiunge: “Come europei, dobbiamo usare questa crisi per imparare a lavorare di più insieme. E per rafforzare l’idea dell’autonomia strategica. Dovremmo essere in grado di muoverci anche da soli. Rafforzando le nostre capacità, rafforziamo la Nato”.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia