• Dom. Ott 24th, 2021

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Aggressioni e minacce, Viminale traccia una linea rossa per i “no green pass”

ROME, ITALY - AUGUST 07: A demonstrator holds up a banner during a demonstration in Piazza del Popolo, organized by the No Vax and far-right movements against the

No a “terrorismo”, “schiavitù”, “dittatura sanitaria”, “totalitarismo”, “discriminazione sociale”. È con questi slogan che la cangiante galassia dell’insofferenza alle regole anti Covid – No Mask, No Vax, No Green Pass – si prepara ad andare in piazza contro la stretta autunnale del governo. Sotto l’attenzione del Viminale, che intende consentire le manifestazioni pacifiche ma individuare gli infiltrati e stroncare forme di “minaccia o intimidazione”. Nelle ultime 72 ore sono arrivate le avvisaglie di tensione: il videomaker di “Repubblica” Francesco Giovannetti aggredito a una manifestazione sulla scuola a Roma, la cronista di RaiNews Antonella Alba spintonata durante un altro corteo nella capitale, un gazebo elettorale di M5S buttato a terra a Torino, l’infettivologo Matteo Bassetti inseguito per strada e minacciato, il virologo Fabrizio Pregliasco bersaglio di telefonate anonime. 

 

La data cerchiata in rosso però è quella del primo settembre, quando entrerà in vigore il green pass per treni, aerei e navi: su Telegram (e su meno digitali locandine) si chiama a raccolta in 54 stazioni italiane per bloccare i binari e mandare in tilt il sistema ferroviario. Al grido di “allora non partirà nessuno”. Poi, il 15 settembre, dovrebbe toccare a una manifestazione più generale contro obblighi e divieti. Il Ministero guidato da Luciana Lamorgese segue da vicino questi movimenti, digitali e reali. È stato convocato, e si riunirà nei prossimi giorni, il centro di coordinamento per il monitoraggio, l’analisi e lo scambio di informazioni sugli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti. E secondo fonti investigative, gli autori dei gesti di questi giorni sono stati tutti individuati (l’aggressore del videomaker è un collaboratore scolastico, a cui è stato sospeso il porto d’armi). Mentre già da domani sarà potenziata l’attività di gestione dell’ordine pubblico e di controllo del territorio, soprattutto negli snodi ferroviari, nei porti e negli aeroporti, ma non soltanto. Per il momento non si registrano le stesse preoccupazioni che nel luglio scorso portarono la ministra dell’Interno a prevedere un “autunno caldo” sul piano delle tensioni sociali ed economiche. Ma se è vero che, con la campagna vaccinale che sfiora il 70%, l’Italia è cambiata, è altrettanto vero che tra ripresa delle scuole, riapertura degli uffici, affollamento dei trasporti, vertenze aziendali e braccio di ferro sulle mense, i potenziali fronti di contrasto restano molti.

Oggetto del malumore degli “irriducibili” No Vax sono giornalisti, medici, scienziati, governatori, amministratori locali, politici. Al punto che la Fnomceo, la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, esprime “forte preoccupazione per il clima di queste ore”. La chat Telegram “Basta dittatura” con 40mila iscritti e centinaia di commenti fa nomi, cognomi, e in alcuni casi anche indirizzi e numeri di telefono, invitando con disinvoltura allo stalking e alla violenza. In cima alla lista ci sono il ministro della Salute Speranza, il generale Figliuolo, i governatori del Piemonte Cirio, dell’Emilia Romagna Bonaccini, della Toscana Giani, della Campania De Luca.

Fibrillazioni che inevitabilmente raggiungono (e allarmano) la politica. “Solidarietà agli aggrediti dai No Vax. Faccio appello a tutti i partiti: no ambiguità sulle violenze, non si legittimi chi è contro il vaccino, è una posizione contraria al diritto alla salute e alla libertà” twtta il segretario dem Letta, posizionando ancora di più il suo partito sulla linea pro-vax e facendo fischiare le orecchie a Salvini e Meloni. Si schierano anche i ministri di Forza Italia. Mara Carfagna: “Serve una condanna corale della politica contro chi è doppiamente pericoloso: fa propaganda contro vaccini e green pass e riporta la violenza nelle piazze”. Gelmini e Brunetta chiedono sanzioni contro i responsabili di violenze. Ma la leader di FdI si limita a solidarizzare con i giornalisti aggrediti e condannare genericamente “ogni forma di violenza da qualunque parte provenga”. Più articolata la posizione della Lega – espressa non da Salvini bensì dai capigruppo Molinari e Romeo – che “stigmatizza i gesti di intolleranza di alcuni rappresentanti No Vax, minacce e aggressioni non aiutano a trovare la soluzione migliore”. Che, da quelle parti, non è il green pass e tantomeno l’obbligo vaccinale su cui il governo prenderà una decisione a fine settembre. Sperando che alla guerriglia parlamentare non si sommi quella di piazza.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia