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“Perché lo hai fatto?” e poi la coltellata, Gennaro morto dissanguato: fermato coetaneo

DiRed Viper News Manager

Ago 29, 2021

Perché mi guardi così? Perché lo hai fatto?”. Sarebbero state queste le parole rivolte da Gennaro Leone, 18 anni, al suo assassino nel corso di una banale lite nata, poco prima della mezzanotte, da uno spintone involontario tra i baretti del centro di Caserta, affollati di giovani sabato 28 agosto. Dalle parole di Gennaro (“Che vuoi da me?“), il giovane è passato direttamente ai fatti, estraendo un coltello e scagliando un fendente all’altezza della gamba destra.

Doveva essere solo uno sfregio, una punizione per lavare col sangue “l’affronto” ricevuto in via Giambattista Vico, uno dei vicoli della movida casertana dove i ragazzi si ritrovano soprattutto nel weekend. Invece la coltellata ha reciso l’arteria femorale del 18enne, promessa del pugilato casertana, morto dissanguato tre ore dopo l’arrivo all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta. I carabinieri di Caserta, guidati dal capitano Pietro Tribuzi, hanno lavorato senza sosta, raccogliendo le testimonianze delle persone presenti al momento della lite e visionando le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.

Fermato 19enne del Napoletano: ha confessato

Il coetaneo che ha accoltellato e ucciso il 18enne è stato raggiunto nel pomeriggio di domenica da un decreto di fermo, disposto dalla procura di Santa Maria Capua Vetere. Si tratta un 19enne di Caivano, incensurato, identificato grazie alla testimonianze raccolte. Il giovane, sotto choc, durante l’interrogatorio ha confessato. Dopo l’arresto, è stato trasferito nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

Dopo la tragedia, il prefetto di Caserta Raffaele Ruberto ha convocato per lunedì 30 agosto alle 11 un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica sulla movida violenta. Nelle scorse settimane sono avvenute diverse risse nel centro di Caserta con giovani ragazzi feriti, tanto che il sindaco Carlo Marino aveva emesso un’ordinanza anti-alcol, che non ha però sortito l’effetto sperato anche perché  i controlli non sono sempre all’altezza della situazione.

Intanto sono numerosi i messaggi di cordoglio e di vicinanza alla famiglia del 18enne, originario di San Marco Evangelista. “Che la terra ti sia lieve, piccolo Campione”. E’ il messaggio di condoglianze del mondo del pugilato. Con un tweet della federazione, il mondo pugilistico “Nazionale si stringe attorno alla famiglia Leone alla ASD Energy Boxe Caserta per la scomparsa di Gennaro”, nel giro delle giovanili della Nazionale azzurra di pugilato. “Riposa in pace, Campione“.

Il sindaco: “Famiglia perbene, sconvolti”

“Siamo sconvolti”. Queste le parole pronunciate dal sindaco di San Marco Evangelista Gabriele Cicala commenta la tragedia ed è vicino al dolore della famiglia. Il padre del 18enne è un ufficiale dell’Aeronautica Militare mentre la madre è imprenditrice. “Conosco la mamma di Gennaro – ha spiegato Cicala – Non ho avuto ancora la forza di chiamarla. E’ una tragedia straziante. Purtroppo ormai accadono troppo spesso risse durante i fine settimana, soprattutto nei Capoluoghi che sono un po’ il polo di attrazione per i comuni circostanti. Sta diventando una triste abitudine e trovo preoccupante, da genitore di due ragazzi, che ci siano giovani che girino in strada con un coltello in tasca. Mi spaventa. Quella di Gennaro è una tragedia che ha sconvolto la comunità di San Marco e siamo vicini ai familiari in questo momento di grande dolore”.

Il comitato: “Nostre denunce inascoltate, la politica se ne frega”

Durissime le parole di Rosi Di Costanzo, presidente del Comitato di Vivibilità Cittadina, che da tempo denuncia la presenza di giovani armati di coltello in giro per le strade. Sono stati chiesti controlli, sia dal comitato sia dagli stessi commercianti, ma nulla. Il nostro Comitato “Vivibilità cittadina Caserta” oggi è in lutto. Sono anni che ci battiamo, inascoltati, per una Vivibilità migliore.  Quante denunce, quante Pec, quante suppliche all’amministrazione pro tempore affinché si progettasse sicurezza per i giovani. Si, i giovani, i nostri figli, quelli che ci chiedono di uscire, quelli ai quali non sappiamo più dire no, quelli che amiamo, quelli che vorremmo proteggere, quelli per cui chiediamo aiuto alle Istituzioni che non se ne fregano”

“Siamo in lutto per Gennaro e per la sua famiglia” prosegue Di Costanzo. “A lui dovevamo offrire di meglio, ma non siamo stati capaci. Ieri sera, da madre che ama i propri figli, ho pregato il mio, 21enne, di non andare in centro. Mentre lo dicevo mi sentivo sconfitta, ma l’egoismo di pensare a mio figlio era più forte. Solo 7 giorni fa, inviavo un messaggio al Sindaco raccontandogli di un episodio accaduto all’altro mio figlio 28enne, molestato con il coltello alle 1.30 in via Sant’Agostino da un gruppo di 18enni. Il giorno dopo avevo fatto un post, con la foto di un coltello a serramanico, e qualche commerciante mi tacciava di essere fuorviante, vista la foto in evidenza del coltello . Mio figlio era stato minacciato proprio con un coltello a serramanico, e lui sa riconoscerlo. Mi sarei aspettata, da un esercente solidarietà, non critica, mi sarei aspettata aiuto per combattere il problema, non opposizione”.

 

L’articolo “Perché lo hai fatto?” e poi la coltellata, Gennaro morto dissanguato: fermato coetaneo proviene da Il Riformista.