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Macron e Johnson vogliono Kabul “safe zone”

KABUL, AFGHANISTAN -- AUGUST 29, 2021: A C-17 Globemaster takes off as Taliban fighters secure the outer perimeter, alongside the American controlled side of of the Hamid Karzai International Airport in Kabul, Afghanistan, Sunday, Aug. 29, 2021. (MARCUS YAM / LOS ANGELES TIMES)

Parigi e Londra chiederanno lunedì al Consiglio di sicurezza dell’Onu la creazione a Kabul di una “zona sicura” tutelata dall’Onu per consentire il proseguimento delle operazioni umanitarie sul posto e proteggere le persone che cercano di lasciare l’Afghanistan dopo il 31 agosto. Lo ha fatto sapere il capo di stato francese Emmanuel Macron. 

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu si riunisce domani per parlare della crisi afghana, primo incontro dell’organismo dopo la presa del potere da parte dei talebani e la strage all’aeroporto di Kabul di giovedì scorso. Un incontro convocato dal segretario generale Antonio Guterres (il 16 aveva tenuto un briefing d’emergenza sulla situazione) che si annuncia particolarmente difficile per gli Stati Uniti, considerati da molti – Cina e Russia in primis – i principali responsabili della disastrosa uscita delle forze internazionali dal Paese dopo vent’anni. E a testimoniare le difficoltà del presidente Usa è proprio la proposta del presidente Macron.

Macron ha anticipato la proposta al Journal du Dimanche. Il capo di Stato francese che si trova in Iraq, ha prospettato un “progetto di risoluzione” che “mira a definire, sotto il controllo dell’Onu, una zona sicura a Kabul”. “È un progetto totalmente realizzabile – ha insistito parlando nel pomeriggio da Mosul – ho buone speranze che possa andare a buon fine, non vedo chi si possa opporre alla messa in sicurezza di operazioni umanitarie”. Tuttavia, nonostante la sicurezza ostentata dal capo dell’Eliseo, Londra non ha ancora detto nulla sul progetto, e una fonte governativa citata dal Guardian ha definito “prematuri” i piani indicati dal presidente francese, aggiungendo: “Non siamo ancora a quel punto”.

Macron ha anche ribadito che sono state “avviate discussioni con i talebani” per “proteggere e rimpatriare gli afghani a rischio oltre il 31 agosto”. La Francia conta sull’aiuto del Qatar che, grazie ai suoi buoni rapporti con i talebani, “ha la possibilità di organizzare operazioni di trasporto aereo o di riaprire alcune compagnie aeree”, ha precisato Macron. Al Journal du Dimanche il presidente ha detto inoltre di immaginare “evacuazioni mirate che non verranno effettuate attraverso l’aeroporto militare di Kabul”. “Vedremo – ha aggiunto – se questo può essere fatto attraverso l’aeroporto civile della capitale afghana o attraverso i Paesi vicini”.

L’attivismo della Francia nella regione – che ieri ha ultimato le operazioni di evacuazione da Kabul – è testimoniato proprio dalla tempestiva presenza di Macron in Iraq, dove ieri ha co-presieduto un vertice dei Paesi dell’area, tra cui Iran, Arabia Saudita e Qatar. E dove ha detto che la Francia intende restare, a prescindere dalle decisioni che prenderanno gli Stati Uniti. Sullo sfondo resta il tentativo dell’Italia, presidente di turno del G20, di organizzare un vertice straordinario a settembre sull’Afghanistan prima di quello fissato ad ottobre in presenza a Roma, ma la strada al momento resta in salita e molto dipenderà anche dal clima del dibattito di domani in Consiglio di Sicurezza.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia