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Pippo Franco, Nadia Bengala, Ubaldo Righetti. Molto vintage ’80 ma poco Beautiful per Roma

27/09/2019 Roma, Rai 1. Trasmissione televisiva Tale e Quale Show, nella foto l' ospite Pippo Franco

Molto vintage anni Ottanta ma poco Beautiful nelle liste per il Campidoglio. Almeno per ora. Per dire, c’è anche Pippo Franco in quella personale di Enrico Michetti, l’avvocato-speaker radiofonico candidato al Campidoglio per il centrodestra. L’ex cabarettista del Bagaglino l’ha presa seriamente, vuole rilanciare la cultura a Roma. D’altra parte è stato anche pittore e ha fatto il liceo artistico e come assessore non si tirerebbe certo indietro.

Non è chiaro invece, sempre in quota Michetti/Vittorio Sgarbi, se si siano tirati indietro o se siano stati mandati avanti Enrico Montesano, il “pomata” di Febbre da Cavallo (qui risaliamo al ’76), la figlia del “reuccio” di Trastevere Claudio Villa, Manuela, e Sergio Japino, coreografo e compagno della leggendaria Raffaella Carrà. Su tutti, comunque, sembra stendersi un po’ di polverosa patina di copertina di rotocalchi.

Chi ha confermato è Nadia Bengala, ex miss Italia (’88) e valletta di “Ok il prezzo è giusto”, trasmissione pedagogica per l’Italia lieve e spendacciona dell’age d’or  Fininvest, condotta da Iva Zanicchi. Si candiderà “Con le donne per Roma”, in una delle sei liste a sostegno dell’uscente Virginia Raggi.

Poiché si tratta di prender voti anche tra gli sportivi, com’è noto assai caldi della Capitale, si è pensato bene di candidare calciatori, per ora solo giallorossi. Così l’ex trequartista di un certo talento Antonio Di Carlo andrà a rinforzare la compagine di Michetti mentre il Pd di Roberto Gualtieri ha reagito piazzando davanti alla difesa Ubaldo Righetti, vecchio pallino del barone Niels Liedholm. Aspettando Carlo Calenda, che però ha una sola lista messa su con i renziani, e un feeling da recuperare con i laziali (fatale fu un crudele vecchio tweet), non si può non registrare che del calcio sono un po’ vecchie glorie ma l’elettorato romano ha la memoria lunga. 

Così non potrà dimenticare l’origine di tutte le liste, quella Beautiful degli anni Novanta, invenzione di Francesco Rutelli, e una notte a Villa Miani, pendici di Monte Mario: “una festa-non festa in onore di 60 professionisti, commercianti e stelle dello sport al debutto sulla scena politica”, scriveva Monica Guerzoni su Repubblica.

Quasi duemila sostenitori firmatari entusiasti. “Ecco Giovanni Malagò e Bedi Moratti, i commercianti Barbara Piattelli e Giuseppe Ciampini, l’economista Carlo Lefebvre e l’architetto Gianfranco Spagnesi. C’ è Regina Profeta, ballerina brasiliana e Antonella Clerici in arancio-shock. E Novella Calligaris con figlio diciottenne al seguito. Emozionato per la sua ‘prima volta’ in cabina elettorale”. Altri tempi, altre occasioni, altri investimenti, altro che Eurovision (perso), si trattava di organizzare il Giubileo, e fu un trionfo, e i Beautiful presero il 7 per cento. 

Articolo proveniente da Huffington Post Italia